“Le sfide locali per l’integrazione”: convegno a Siena

“L’integrazione dei migranti non deve essere più vista come una risposta a bisogni socio assistenziali, ma come strategia di valorizzazione di una componente essenziale per la società italiana, risorsa cruciale per il benessere e lo sviluppo economico. Un processo complesso che coinvolge a 360 gradi tutte le politiche pubbliche e che ha come presupposto fondamentale l’esercizio dei diritti di cittadinanza” Con queste parole Simonetta Pellegrini, assessore provinciale al welfare, presenta il convegno “Le sfide locali per l’integrazione” , organizzato da Provincia di Siena, Università di Siena, Regione Toscana e Osservatorio Sociale Regionale e che si terrà giovedì 15 marzo. Un appuntamento diviso in due. A partire dalle ore 10, presso la facoltà di Scienze Politiche in via Mattioli 5, Fabio Berti, docente di sociologia presso l’Università di Siena, presenta  il libro “Le dinamiche locali dell’integrazione”, da lui scritto insieme ad Andrea Valzania, anch’egli sociologo insegnante nello stesso ateneo. La ricerca di Berti e Valzania, edita da Franco Angeli, attraverso un’analisi trasversale di alcuni ambiti sociali quali il progetto migratorio, il lavoro, lo status giuridico, la differenza culturale, l’identità, la rete dei servizi, propone una sorta di prima misurazione del livello di integrazione in Toscana. Dopo gli interventi programmati e la tavola rotonda (cui partecipano Regione Toscana, ANCI, SDS area grossetana, Oxfam Italia) sarà presentato e discusso un documento contente proposte di interventi concreti proprio nel campo dell’integrazione. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, nella sala del consiglio provinciale in piazza Duomo, il dibattito affronterà il tema del’integrazione degli stranieri da punti di vista diversi da quelli degli addetti ai lavori: l’obiettivo è richiamare l’attenzione dei media e dei cittadini su prospettive di lettura del fenomeno migratorio che superino le logiche dell’esclusione sociale e dell’assistenzialismo. Parteciperanno lo storico Franco Cardini, Otto Bitjoka della Fondazione Ethnoland, Salvatore Allocca assessore al welfare della Regione Toscana, Elzir Izzedin Imam di Firenze e presidente UCOII, Simone Bezzini presidente della Provincia di Siena.

“ Il fenomeno – afferma ancora l’assessore Pellegrini –  ha interessato la provincia di Siena negli ultimi anni in modo crescente: gli immigrati sono passati dai 9.934 del 2002 ai 29.648 del 2010. Le aree dove l’immigrazione è più forte sono la Valdichiana, con una percentuale del 10, 8 per cento; Siena e comuni limitrofi al capoluogo, con l’11,1 per cento; la Valdelsa, con il 10,9 per cento, seguita dall’Amiata, con il 9,4 per cento. Questo trend di crescita ha effetti sull’andamento demografico di tutta la provincia e determina un aumento della popolazione, con la ripresa delle nascite, ed è fondamentale anche per la tenuta economica di alcuni territori della provincia di Siena, soprattutto i piccoli Comuni dove vivono e lavorano molti immigrati. In questo contesto socio-demografico si inseriscono i progetti che la Provincia, insieme ai Comuni, porta avanti per favorire l’inserimento e l’inclusione sociale dei nuovi cittadini stranieri, anche attraverso l’impiego di mediatori culturali. Queste figure sono presenti nei centri impiego, in sportelli creati ad hoc per assistere persone immigrate in cerca di lavoro o di assistenza che incontrano il primo ostacolo nella lingua. Solo nel 2011, le strutture della Provincia hanno assistito 1.581 persone straniere, di cui 725 uomini e 856 donne. A ciò vanno aggiunti i progetti per l’alfabetizzazione linguistica che vengono promossi nelle scuole e in altri contesti per gli immigrati adulti, in particolare le donne, ricordando che nel nostro territorio è in forte aumento la presenza femminile straniera che svolge attività di assistenza familiare”.