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La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Dieci ottimi motivi per non perdere l’Operetta straordinaria
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Il grande attore goliardico Giampiero Cito, detto “Tagliatella”, fa un elenco delle ragioni per cui andare a vedere l’Operetta straordinaria di venerdì e sabato
Tommaso Ligabue e Giampiero Cito nell’Operetta “Lo strano coso del dottor Jackyll” – 2000
Venerdì 25 e sabato 26 novembre prossimi andrà in scena al Teatro dei Rozzi, “Una città di scienziati”, Operetta goliardica straordinaria in due atti.
Ecco 10 buoni motivi per non perderla:
– Non c’è un unico protagonista per cui non c’è da stare in ansia se l’attore ha alzato un po’ il gomito durante le prove del pomeriggio.
– Alcuni personaggi sono frutto della fantasia di tanti studenti che hanno scritto le varie scene a cui abbiamo cercato di dare un filo di logica. Anche se la logica non era uno degli obiettivi di chi ha scritto.
– Altri personaggi invece non sono di fantasia e vi assicuriamo che sono quelli che, purtroppo, fanno più ridere.
– Come in tutte le Operette si prende in giro il potere (o chi lo esercita pensando di averlo). Tanto come spesso accade, chi è messo alla berlina, ci sformerebbe di più se non lo fosse.
– È l’unica occasione per rivedere sul palco i migliori e i peggiori attori goliardici degli ultimi 20 anni (qualcuno è stato richiamato perfino da qualche bar di Caracas).
– Date le pance e il fiatone sul palcoscenico di qualcuno di quelli che recitano, è un modo perfetto per aumentare la propria autostima.
– Le canzoni sono state scelte tra le più belle dell’ultimo quarto di secolo: tra tutte, da non perdere “Il mascara”, “Molla tutti gli ormeggi” e “Mangio e bevo (del resto me ne frego)”.
– Il bar del teatro è aperto (chiaramente solo per chi ha pagato il biglietto).
– L’Operetta resta uno dei pochi posti dove si può ridere di cose delle quali non c’è niente da ridere.
Potete acquistare gli ultimi biglietti rimasti tutti i giorni presso il Nannini Conca D’Oro (Angolo dell’Unto) dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 19.30 alle 20.30. Ma fate alla svelta.