Aprirà il 28 novembre la mostra dedicata a Santa Caterina al Santa Maria della Scala.
Lo ha detto il sindaco Nicoletta Fabio rispondendo all’interrogazione del consigliere Fabio Pacciani stamani in consiglio comunale.
“La mostra su Santa Caterina aprirà il 28 novembre – ha ribadito il sindaco –; le ragioni dello slittamento non sono da attribuirsi né all’amministrazione comunale né al presidente e alla direttrice del Santa Maria: il progetto scientifico e finanziario definitivo è stato presentato dai curatori solo il mese scorso, con un ritardo dovuto alle difficoltà nella concessione dei prestiti, nella redazione di un piano economico sostenibile e nella stesura del catalogo”.
Ma il rinvio si inserisce in una scelta più ampia. Il progetto sul Vecchietta, inizialmente pensato come mostra, è stato trasformato in un intervento strutturale sul museo.
“Si è preferito un investimento permanente nella struttura museale – ha sottolineato Fabio – rafforzando l’integrazione tra ricerca scientifica, progettazione architettonica, valorizzazione museografica e fruizione pubblica. La sostenibilità ci chiede di intervenire in modo lungimirante – ha aggiunto – e abbiamo deciso di utilizzare le risorse in modo ponderato Ci è sembrato più opportuno invitare alla scoperta del Vecchietta altrove in città, piuttosto che far arrivare opere già presenti a pochi metri di distanza”.
Una linea strategica che punta a ridefinire l’identità del Santa Maria della Scala.
“Di fronte a una sorta di deterioramento dell’identità del Santa Maria – ha spiegato il sindaco – ci siamo chiesti come superare questo impasse.Era fondamentale scegliere: grandi mostre o rifunzionalizzazione degli spazi. Abbiamo deciso di puntare su un progetto che rifonda l’identità del complesso, attraverso un nuovo masterplan”.
Un percorso già avviato, con il coinvolgimento di esperti internazionali e proposte progettuali che saranno presentate al pubblico nel mese di maggio.
Nel frattempo, le mostre restano parte centrale della programmazione.
“Non abbiamo rinunciato alle mostre – ha precisato Fabio – ma devono essere economicamente sostenibili e coerenti con la valorizzazione del patrimonio”.
Parallelamente alla mostra su Santa Caterina, il Comune lavorerà anche sulla valorizzazione di Santa Caterina della Notte: “Così che qualcosa di concreto rimanga al di là della occasionalità della mostra”.
Ampio anche il capitolo delle attività del complesso: “Cinque centoventicinque attività educative nell’ultimo biennio, cento eventi pubblici, centoquarantadue convegni e tredici progetti di ricerca”, ha ricordato il sindaco, sottolineando anche il successo del museo per bambini e il rafforzamento dell’accessibilità.
Sul futuro pesa anche il tema dello statuto: “Lo statuto vigente ha limitato la capacità di azione della Fondazione – ha detto Fabio – da qui la necessità di rivederlo per favorire l’ingresso di nuovi partner e rafforzare il reperimento di risorse”.
Alla risposta ha replicato il consigliere Fabio Pacciani, esprimendo apprezzamento ma chiedendo una visione più ampia: “La risposta è stata molto esaustiva, ma da cittadino ho osservato una carenza nella programmazione di lungo termine. Serve una visione del Santa Maria fra dieci o venti anni, un percorso che lo porti a essere un polo di sviluppo internazionale. È importante che questi temi vengano affrontati anche in Consiglio comunale, magari con sedute monotematiche”.
E ancora:“Serve una maggiore collaborazione con le istituzioni della città, a partire dalle università. Le grandi mostre non sono da escludere: hanno ricadute importanti su turismo, commercio e anche sul restauro. Il Santa Maria potrebbe diventare anche un luogo di studio e di formazione, con spazi dedicati al recupero e ai restauri”.