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“La libertà di scegliere”: Siena celebra gli 80 anni dal voto alle donne

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Marzo 1946 è un mese da ricordare per la storia della Repubblica italiana; una tappa fondamentale nella costruzione della democrazia repubblicana e nella conquista dei diritti civili. Il 24 marzo 1946, infatti, a Siena e in altri comuni, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del Fascismo. Ma soprattutto furono le prime consultazioni nelle quali le donne poterono esercitare il diritto al voto ed ebbero la possibilità di essere elette ed entrare nelle giunte comunali.

Per celebrare, a ottant’anni di distanza, questo momento decisivo di partecipazione e di riconoscimento pubblico del ruolo politico femminile, l’assessorato alle pari opportunità del Comune di Siena organizza e promuove un progetto espositivo dal titolo La libertà di scegliere. 80 anni dal primo voto alle donne, in programma dal 24 marzo al 13 giugno 2026, nelle sale di Palazzo Sansedoni a Siena, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

“L’idea – ha spiegato Micaela Papi, assessore alle pari opportunità del Comune di Siena – è quella di coinvolgere l’intera cittadinanza in un vero e proprio dibattito culturale condiviso e amplificato da tanti attori del territorio. Le opere dell’artista Antonella Cinelli saranno costruite in collaborazione con archivi pubblici e privati, scuole, associazioni, cittadine e cittadini e avranno l’obiettivo di immortalare le protagoniste all’interno del loro contesto sociale dando spazio ad immagini che provengono dalla vita quotidiana, costruendo un dialogo tra passato e presente. Oggi ricordare quella conquista non significa soltanto guardare al passato, ma interrogare anche il presente: la parità di genere e la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale e istituzionale restano infatti temi centrali per il futuro della comunità”.

“Con la mostra La libertà di scegliere. 80 anni dal primo voto alle donne, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena riafferma il proprio impegno nel sostenere iniziative culturali capaci di coniugare passato e futuro, rafforzando i valori democratici – ha affermato Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mps –. Ospitare la mostra a Palazzo Sansedoni significa valorizzare la memoria storica come leva di partecipazione, responsabilità collettiva per la crescita civile e culturale della comunità”.

La rassegna, curata da Laura Bonelli, Francesco Savini ed Elena Violetti, si prefigge di ricordare le figure di quelle donne che agirono come attrici principali di questo cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana e locale che contribuirono, in particolare, alla ricostruzione del tessuto civile e culturale del dopoguerra senese.

“L’esposizione – hanno ricordato Francesco Savini ed Elena Violetti – nasce per ricordare e, al tempo stesso, interrogare quel momento cruciale, che segnò l’avvio di una ridefinizione profonda della cittadinanza e del ruolo delle donne nella società italiana. La scelta di inaugurare la mostra il 24 marzo, data delle prime elezioni amministrative dell’Italia libera a Siena, richiama proprio la dimensione concreta e locale della nascita della democrazia. Questa prima tornata elettorale fu un banco di prova fondamentale: non solo anticipò l’appuntamento del 2 giugno, ma permise alle donne di 5.722 comuni italiani di esercitare per la prima volta il diritto di voto attivo e passivo, entrando nei consigli comunali e nelle giunte. In quei giorni si misurò la portata effettiva di una trasformazione che investiva le istituzioni, ma anche i rapporti tra i generi e la percezione stessa dell’autorità e della rappresentanza”.

La mostra ruota attorno a otto opere di Antonella Cinelli (Teramo, 1973), esponente della Nuova figurazione italiana, ispirate a fotografie d’archivio provenienti da fondi pubblici e privati del territorio. I soggetti sono proprio alcune di quelle donne, siano esse insegnanti, casalinghe, commercianti, protagoniste di questo periodo storico, quali Ilia Bocci, Giorgina Scalacci, Ilia Coppi, Norma Soldi, Mara Meoni, Angelina Ciambellotti, Delia Meiattini, Bruna Talluri.

“Antonella Cinelli – ha sottolineato Laura Bonelli – interviene su vecchi scatti legati al momento cruciale dell’estensione del voto alle donne in Italia, scegliendo una tavolozza smorzata, quasi polverosa, che richiama il tempo sedimentato delle fotografie ingiallite. Questa scelta cromatica non è nostalgica: al contrario, produce un effetto di sospensione che consente allo spettatore di sostare nell’immagine. Il passato non è evocato come mito, ma come materia ancora viva, ancora problematica”.

Nella creazione dei suoi lavori, Antonella Cinelli parte da tele dipinte a olio e, grazie a una particolare tecnica che prevede l’uso di acquaragia, lavora per sottrazione, facendo emergere dal fondo i ritratti di queste donne. Con questa epifania, l’artista attua un atto di emersione dell’immagine dalla memoria di quanto è accaduto e che rischia di essere dimenticato o cancellato per sempre. I dipinti ritraggono le protagoniste all’interno del contesto collettivo, valorizzando scene di vita quotidiana e momenti legati alle elezioni, sia amministrative sia referendarie, così da costruire un dialogo vivo tra presente e passato. Le tele saranno accompagnate da foto e documenti originali provenienti da archivi locali, tra cui l’Archivio storico del Comune di Siena, la Biblioteca degli Intronati, la Biblioteca Nazionale di Firenze, l’Archivio UDI -Unione Donne in Italia a Siena, il Centro Culturale delle donne Mara Meoni a Siena, l’Archivio ASMOS – Archivio Storico del Movimento Operaio e Democratico Senese, l’Archivio CIF – Centro Italiano Femminile e da estratti degli articoli della Costituzione italiana che affermano i principi di uguaglianza e pari dignità, creando un legame simbolico e immediato tra la memoria storica e i valori fondativi della Repubblica Italiana.

Per tutta la durata della mostra sono in programma iniziative collaterali come un incontro pubblico che si terrà giovedì 28 maggio 2026 nella Sala delle Lupe del Comune di Siena, dove docenti dell’Università degli Studi di Siena, dell’Università per Stranieri di Siena, della Sapienza Università di Roma, dell’Università Roma Tre approfondiranno i temi proposti dalla mostra, e un concerto del Quartetto Rilke, in collaborazione con l’Accademia Chigiana, che eseguirà musiche di Dmitrij Šostakovič e Ludwig van Beethoven (venerdì 17 aprile 2026, al Teatro dei Rozzi di Siena), attività per le scuole e altro ancora.