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La Pinacoteca chiude per rinascere. Hémery: “Dai lavori una nuova visione del museo”

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Ultimi giorni di visite per la Pinacoteca Nazionale di Siena si prepara a mutare volto. Un cambiamento che non riguarda solo gli spazi, ma il modo stesso di pensare e vivere il museo. Dietro la chiusura temporanea al pubblico , che scatterà il prossimo 26 gennaio, prende forma un progetto che guarda al futuro e a una nuova esperienza di visita.

A spiegarlo è il direttore Axel Hémery, che parla di un intervento “molto importante di ristrutturazione”. “Non si tratta solo di migliorare le luci o il percorso – chiarisce – ma di avere una nuova visione del museo: un museo moderno, un museo accogliente, un museo che coinvolge tutti”. Il cantiere, finanziato con fondi PNRR, interesserà impianti, illuminazione e spazi espositivi, con l’obiettivo di rendere la Pinacoteca più leggibile e coerente. “Stiamo riprendendo tutti gli impianti – aggiunge – lavorando sull’illuminazione, portando anche un po’ di colore nelle sale e dando maggiore coerenza al percorso. Penso che il visitatore potrà avere un’esperienza di visita molto più completa e gradevole”.

 

 

La chiusura della Pinacoteca è un passaggio necessario, anche se non privo di disagi. “Ci dispiace ovviamente chiudere la Pinacoteca, ma è necessario”, sottolinea Hémery. Una scelta che diventa però occasione per valorizzare le altre sedi dei Musei Nazionali di Siena. “Questa chiusura ci permette di porre l’accento su altri luoghi”, spiega il direttore, indicando in Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla il nuovo fulcro delle attività culturali. Apriremo anche, una volta a settimana, la chiesa del Santuccio e la chiesa di Santa Maria delle Nevi”. Resteranno invece regolarmente aperti “Villa Brandi e l’Eremo di San Leonardo, che continuano a essere visitabili tutti i giorni”.

Il cantiere arriva dopo un anno che Hémery definisce “di transizione”, ma dai risultati positivi. “È stato un grande lavoro di squadra – afferma – e nonostante la Pinacoteca fosse in parte chiusa già da agosto, siamo riusciti ad aumentare i visitatori”. Nel 2025 la Pinacoteca ha raggiunto quota 33.300 presenze, mentre l’intero sistema dei Musei Nazionali di Siena ha superato i 41 mila visitatori, contro i 36 mila dell’anno precedente. “È un bellissimo successo – conclude – e ne siamo molto orgogliosi”.

Un percorso rafforzato anche dalla dimensione internazionale. “I prestiti a Londra, New York e Parigi hanno avuto ricadute positive anche per Siena”, ricorda Hémery, citando il ritorno temporaneo di opere di grande rilievo che hanno richiamato migliaia di visitatori. La Pinacoteca chiude, dunque, ma solo per tornare con un volto nuovo.

MC