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“Lungo viaggio verso la notte” ai Rinnovati, Bocciarelli: “A chi chiede teatro impegnato dico: ora venite per Lavia”

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Vincenzo Bocciarelli lancia la sfida al pubblico e lo fa senza giri di parole. Dopo mesi di successi e grandi presenze in sala, il direttore artistico chiede ora una risposta su un terreno più impegnativo: quello del grande teatro del Novecento.

“Siamo nel clou, è proprio il cuore vivo di questa stagione 2025-2026 – spiega Bocciarelli –. Qui devo anche un po’ rimproverare una parte del pubblico che ha commentato in modo non sempre positivo il fatto che io abbia scelto spesso titoli accattivanti e protagonisti di riconosciuta fama. Ecco, adesso è arrivato il momento per tutti coloro che avevano sete di un teatro più impegnato: eccolo, ci siamo. Però adesso dovete venire, mi raccomando, perché abbiamo ancora molti posti liberi per il maestro Lavia”.

 

 

 

 

La risposta della stagione arriva con uno dei capolavori assoluti della drammaturgia del Novecento: “Lungo viaggio verso la notte” di Eugene O’Neill, in scena al Teatro dei Rinnovati venerdì 30 gennaio alle 21, sabato 31 gennaio alle 21 e domenica 1 febbraio alle 17, all’interno del cartellone Sipario Rosso.

Protagonista è Gabriele Lavia, maestro indiscusso della scena italiana, che affronta O’Neill con la profondità e il rigore di un interprete capace di attraversare l’anima dei classici e restituirli nella loro verità più bruciante. Ambientato in una casa del Connecticut nell’estate del 1912, il dramma segue un’unica giornata della famiglia Tyrone: un padre attore di successo, una madre prigioniera della dipendenza, due figli segnati dal rancore e dalla fragilità. Una “famigliaccia”, come la definisce lo stesso O’Neill, che diventa specchio universale delle contraddizioni umane.

Per Lavia, “Lungo viaggio verso la notte” è un confronto diretto con il cuore più oscuro del teatro: la casa come prigione, la famiglia come luogo originario della rovina. Un’opera-mondo che intreccia memoria, dolore e lucidità estrema, trasformando la scena in uno spazio di confessione e verità. Ne nasce uno spettacolo potente e necessario, in cui la parola di O’Neill risuona con tutta la sua ferocia e la sua poesia.

Bocciarelli rivendica con forza questa scelta artistica: “Io ci tengo molto a questo spettacolo perché è la tradizione vera, importante, di teatro con la T maiuscola. Un teatro di qualità, come ho detto tante volte, da cui vengo anch’io, perché io vengo dallo Strehler, dal Piccolo Teatro di Milano. Talvolta il pubblico può pensare che una proposta così sia noiosa. No, affatto: è proprio lì che si scopre il gusto di assaporare la parola e, soprattutto, la grande interpretazione”.

A rafforzare il legame con la città, sono previsti anche momenti di incontro: Lavia terrà un appuntamento all’università con il professor Simone Beta, oltre al consueto incontro con il pubblico nel foyer del teatro il sabato alle 18.30.

Sul palco, accanto a Gabriele Lavia, Federica Di Martino, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e Beatrice Ceccherini, in uno spettacolo che promette di essere uno dei vertici artistici della stagione.

Marco Crimi

Info e biglietti su www.teatridisiena.it
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