Micat in Vertice, il nuovo anno s’inaugura con il ritorno del violinista Gil Shaham

Ritorna a Siena a distanza di vent’anni dalla sua ultima esibizione per l’Accademia Chigiana, nel 2003, il violinista americano Gil Shaham, vincitore del Premio Chigiana nel 1992, di un Grammy Award e insignito della nomina di Instrumentalist of the Year da Musical America, protagonista di un recital per violino solo in cartellone alla 100° Micat In Vertice venerdì 13 gennaio, alle ore 21.00, al Teatro dei Rozzi. Il programma musicale della serata è dedicato a tre capolavori di Johann Sebastian Bach considerati fra i capisaldi della letteratura violinistica di ogni tempo – la Sonata n. 2 in la minore BWV 1003, e le Partite n. 2 in re minore BWV 1004 e n. 3 in mi maggiore BWV 1006 – al centro di un’acclamata registrazione di Shaham, che incorniciano una rosa di brani di tre esponenti della scena musicale statunitense contemporanea: Isolation Rag di Scott Wheeler (1964), dedicato a Gil Shaham e scritto nel periodo della pandemia, Violin Etude: Anger Management di Max Raimi (1956) e When the Violin della compositrice indo americana Reena Esmail (1983), ispirato al raag hindustano denominato Charukeshi.
La presenza in cartellone di Gil Shaham assieme ad altri grandi solisti vincitori del Premio Chigiana come Lisa Batiashvili, Gidon Kremer, il Quartetto Hagen, ma anche ad altri artisti come Mischa Maisky testimonia il desiderio dell’istituzione di celebrare l’occasione della centesima edizione di Micat In Vertice con gli artisti che vantano un forte legame con l’istituzione senese. Trent’anni fa Gil Shaham debuttava a Siena, in occasione della consegna del Premio Internazionale Accademia Musicale Chigiana, in un concerto alla Cripta di San Domenico accompagnato al pianoforte da Gerhard Oppitz, con un programma dedicato a Beethoven e Prokof’ev. Sarebbe tornato a Siena ancora nel gennaio del 2003 per esibirsi nell’ottantesima stagione della Micat in Vertice.

Si può forse rintracciare l’eredità sentimentale di un “gusto italiano” nelle Sonate e Partite per violino solo di Johann Sebastian Bach. Queste composizioni vanno considerate indiscutibilmente fra le massime espressioni del pensiero bachiano sulla musica, una sintesi lucida del suo modo di porre dei problemi e scioglierli inanellando una serie di soluzioni che ancora oggi risultano sorprendenti allo studioso, all’esecutore, tanto quanto al semplice ascoltatore. Le sei composizioni (in seguito catalogate con i numeri BWV 1001- 1006, sono raccolte da Bach negli anni di servizio quale maestro di cappella del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen, tra il 1717 e il 1723) sono organizzate per coppie, in modo che ciascuna Sonata sia associata a una Partita secondo un contrasto formale. Se le Sonate si rifanno al modello “da chiesa”, le Partite seguono invece lo schema della suite: una sequenza di danze che esplorano gli affetti espressi da una tonalità attraverso l’applicazione di schemi ritmici differenti.

La condizione di reclusione che ha caratterizzato le nostre vite tra il 2020 e il 2021 ha spinto Scott Wheeler a pensare a un brano per strumento solo che potesse consolare allo stesso tempo l’esecutore e chi lo avrebbe ascoltato a distanza attraverso i filmati postati sui social network. Per questo, mantenendo la funzione per cui era stato scritto, Isolation Rag è stato eseguito da Shaham in prima assoluta il 16 maggio 2020, durante il 24 hour Livestream Festival “Music Never Sleeps”, alternativa on line organizzata dal Dresdner Musikfestspiele. Delizioso rondò dal carattere popolare, Isolation Rag gioca con dei riferimenti più o meno espliciti alla “Gavotte en Rondeau” dalla Partita n.3 di J.S. Bach e al Concerto per violino e orchestra di F. Mendelssohn Bartholdy. Il ritmo sincopato del ragtime trasfigura gioiosamente le impegnative citazioni, mentre i suoi tipici accenti sospesi scherzano con le attese dell’ascoltatore. Il brano ha conservato la sua freschezza anche dopo l’allentarsi della minaccia epidemica, prestandosi così a essere felicemente presentato in concerto dal vivo nei programmi in solo.

Nel suo arduo studio per viola di Max Raimi si applica con brillante ironia sull’insieme di sonorità e mezzi espressivi a disposizione degli strumenti ad arco, mettendo al centro del discorso di Anger management – musicalmente parlando – la rabbia, che innerva la sua scrittura virtuosistica e aggressiva. L’ingresso di questo titolo nel repertorio di Shaham costituisce un aneddoto piuttosto stupefacente: nel dicembre 2017 Raimi ha presentato a Gil Shaham la versione per violino del brano. Nonostante le difficoltà tecniche, dopo soli due giorni Shaham lo ha suonato in concerto, sorprendendo l’autore.

Reena Esmail è una compositrice indo-americana nata a Los Angeles nel 1983. La sua penna particolarmente versatile ha già prodotto commissioni per importanti orchestre ed ensemble da camera come il Kronos Quartet. I suoi lavori vanno alla ricerca di una possibile unità fra le forme espressive della musica occidentale la grande tradizione classica dell’India del Nord. When the Violin nasce originariamente quale brano per coro e violino o violoncello obbligato come brano di accompagnamento a O Vos Omnes di Tomás Luis de Victoria, quale ambientazione di un bellissimo testo del poeta persiano del XIV sec. Hafiz. Il testo di O Vos Omnes chiede, semplicemente, di essere visto attraverso la sofferenza e l’oscurità. Il testo di Hafiz risponde muovendosi attraverso quell’oscurità, “fotografando” l’ingresso dei primissimi frammenti di luce, di fiducia, di ammorbidimento dell’animo umano nei momenti di più totale oscurità. Seguendo la linea tracciata dal violino, che nelle inflessioni ricorda il suono del sarangi e del kamancheh, l’ascoltatore può concentrarsi “sui momenti più intimi dell’esperienza umana, sul rendersi conto che le “scoperte” spesso non hanno una definizione rigida, l’esplosione di energia che la parola implica, ma che possono riguardare anche la ricerca di spazi teneri, caldi, profondamente risonanti dentro di noi”, come ha dichiarato Esmail nelle sue note alla composizione.

Gil Shaham è uno dei più importanti violinisti del nostro tempo; la sua tecnica impeccabile, unita al suo inimitabile calore e alla sua generosità di spirito, ha consolidato la sua fama di maestro americano. È invitato dalle più prestigiose sale da concerto e dai festival internazionali di tutto il mondo a tenere concerti con le principali orchestre e con i più grandi direttori d’orchestra, per recital e apparizioni solistiche con differenti ensemble. Si esibisce regolarmente con i Berliner Philharmoniker, la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Israel Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic, la New York Philharmonic, l’Orchestre de Paris e la San Francisco Symphony, oltre a residenze pluriennali con le orchestre di Montreal, Stoccarda e Singapore. Con l’orchestra, Shaham continua la sua esplorazione dei “Concerti per violino degli anni ’30”, includendo le opere di Barber, Bartok, Berg, Korngold, Prokofiev e molti altri. Shaham ha all’attivo più di due dozzine di concerti e CD solistici che gli sono valsi diversi premi di grande prestigio.
Shaham è nato a Champaign-Urbana, Illinois, nel 1971. Si è trasferito con i genitori in Israele, dove ha iniziato gli studi di violino con Samuel Bernstein della Rubin Academy of Music all’età di 7 anni, ricevendo borse di studio annuali dalla Fondazione Culturale America-Israele. Nel 1981 ha debuttato con la Sinfonica di Gerusalemme e la Filarmonica di Israele e l’anno successivo ha vinto il primo premio al Concorso Claremont di Israele. Ha poi ottenuto una borsa di studio alla Juilliard e ha studiato anche alla Columbia University. Nel 1990 Gil Shaham ha ottenuto un Avery Fisher Career Grant e nel 2008 ha ricevuto l’ambito Avery Fisher Prize. Suona lo Stradivari “Contessa Polignac” del 1699 e si esibisce su un violino Antonio Stradivari, Cremona c1719, con l’assistenza di Rare Violins In Consortium, Artists and Benefactors Collaborative. Vive a New York City con la moglie, la violinista Adele Anthony e i loro tre figli.

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PROGRAMMA

Venerdì 13 gennaio 2023
Teatro dei Rozzi
ore 21.00

GIL SHAHAM violino

Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750)
Sonata n. 2 in la minore per violino BWV 1003 (1720) [24’]
Grave
Fuga
Andante
Allegro

Partita n. 2 in re minore per violino BWV 1004 (1720) [30’]
Allemande
Courante
Sarabande
Gigue
Chaconne

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Scott Wheeler (Washington D.C. 1952)
Isolation Rag (2020) [3’45’]

Max Raimi (Detroit 1956)
Violin Etude: Anger Management (2015)

Reena Esmail (Chicago 1983)
When the Violin (2020) [5’]

Johann Sebastian Bach
Partita n. 3 in mi maggiore per violino BWV 1006 (1720) [17’]
Preludio
Loure
Gavotte en rondeau
Menuet I
Menuet II
Bourrée
Gigue