“Sono stati giorni intensi. Avevamo un cavallo che era tra i favoriti, il cavallo che il nostro capitano voleva — ed è arrivato. Di conseguenza abbiamo scelto un fantino importante, che aveva già montato per la nostra contrada a luglio, in modo apprezzato da tutti. Abbiamo vissuto questi giorni con grande aspettativa e con la gioia che solo momenti così sanno dare. Non ci siamo mai nascosti: il Montone era tra le contrade favorite. Non potevamo sperare che succedesse qualcosa, dovevamo costruire la nostra vittoria”, ha affermato il priore Alberto Benocci. “È andata così. Io ci ho sempre creduto, perché il nostro capitano ci ha sempre creduto, il nostro fantino ci ha sempre creduto – continua-. Anche ieri, alla cena della vittoria, mi sono permesso di dire che forse è esagerato… ma per noi questo Palio era un calcio di rigore. E non poteva essere sbagliato. Così è stato”.
Durante l’assegnazione c’è stata un’esplosione di popolo. Ha cercato di contenerla o ha detto: “Andate”? “Ho detto: “Andate! – prosegue – Perché questo è un popolo numeroso, ma soprattutto molto giovane. Tanti ragazzi che nel 2012 erano poco più che bambini, forse non si sono goduti fino in fondo quella soddisfazione. Oggi sono uomini — sempre ragazzi, ma adulti — e si godranno questa vittoria con la spensieratezza che solo quell’età può dare”. Ed ancora: “Vi dico una cosa: questa è una contrada dove da anni si vive un ottimo clima. C’è serenità, armonia, un bellissimo rapporto tra le generazioni. Penso che questa vittoria rafforzi e dia ancora più senso a tutto quello che abbiamo costruito in questo tempo. È una grande vittoria: del capitano, del fantino, di un grandissimo cavallo, della dirigenza…Ma soprattutto è la vittoria voluta e meritata da una grande contrada”.