Quando Siena dorme ancora, il Duomo si svela al mattino con “Il Clavigero”
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Quando Siena ancora dorme e la città è sospesa nel silenzio dell’alba, c’è una chiave che gira lentamente nella serratura del Duomo. È il momento in cui il Tempio si risveglia, lontano dalla folla, e l’arte torna a respirare nella penombra del mattino.
Dal 6 aprile al 31 ottobre l’appuntamento con “Il clavigero: il risveglio del Duomo di Siena” torna ad aprire le porte della Cattedrale in un modo del tutto speciale. Ogni mattina, prima dell’arrivo del pubblico, i visitatori potranno seguire il clavigero – il custode delle chiavi – nel rituale quotidiano di apertura, assistendo all’accensione delle luci e alla preparazione degli spazi sacri.
La novità dell’edizione 2026 è la presenza di una guida specializzata che affiancherà il clavigero, arricchendo l’esperienza con racconti, curiosità e approfondimenti sulle opere custodite nel Duomo. Non solo un ingresso privilegiato, dunque, ma un percorso di conoscenza consapevole, immerso in un’atmosfera raccolta e fuori dal tempo.
Nel silenzio del mattino sarà possibile ammirare la magnificenza della Cattedrale, visitare la Libreria Piccolomini e percorrere i suggestivi sottotetti con l’apertura della Porta del Cielo, camminando sopra le volte e osservando Siena da una prospettiva inedita.
Nel periodo estivo, da fine giugno a metà ottobre, durante la scopertura straordinaria, l’esperienza sarà ulteriormente impreziosita dalla possibilità di ammirare il celebre Pavimento del Duomo, il magnifico “tappeto di marmo” che racchiude oltre cinque secoli di storia artistica e simbolica della città.
Promossa dall’Opera della Metropolitana e organizzata da Opera Laboratori, la visita è pensata per piccoli gruppi – massimo 18 partecipanti – per garantire un incontro autentico e coinvolgente con uno dei capolavori assoluti del patrimonio italiano. A grande richiesta, nel 2026 gli appuntamenti si moltiplicano: 63 giornate di visita, con due turni in contemporanea ogni mattina.
Un’occasione rara per vivere il Duomo lontano dalla folla, quando la luce dell’alba accarezza i marmi policromi e ogni giro di chiave apre non solo una porta, ma un racconto millenario.