Una ciotola utilizzata da San Francesco, parte del cordone del saio e un’ampolla con il suo sangue esposti per la prima volta al pubblico. Arezzo prosegue le celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del Santo con due appuntamenti nei musei statali, tra reliquie e alcune delle più antiche immagini francescane conosciute.
Lunedì 12 ottobre, alle 11, la Basilica di San Francesco presenterà sette reliquiari finora conservati nel convento, che troveranno una sistemazione permanente nelle cappelle di Sant’Antonio e San Benedetto.
Tra i pezzi più significativi c’è un reliquiario del 1901 che conserva una ciotola attribuita all’uso quotidiano di Francesco, una parte del cingolo e un’ampolla con il suo sangue. Accanto sarà esposta una pagina di pergamena miniata del Duecento, proveniente da un piccolo manoscritto tradizionalmente legato all’uso personale del Santo.
Il percorso comprende anche reliquie di Sant’Antonio di Padova e San Giuseppe da Copertino, un dito attribuito al profeta Daniele e due reliquiari con frammenti della Croce.
Il secondo appuntamento avrà invece un legame diretto con Siena. Mercoledì 14 ottobre, alle 17.30, il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo inaugurerà la mostra-dossier “San Francesco: un ospite in museo dalla Pinacoteca Nazionale di Siena”, visitabile dal 15 ottobre al 10 gennaio.
Protagoniste sono le tavole di Margarito d’Arezzo, tra le più antiche raffigurazioni conosciute di San Francesco. L’opera conservata alla Pinacoteca di Siena sarà messa a confronto con quella proveniente dal convento di Ganghereto, evidenziandone somiglianze iconografiche e tecniche.
L’iniziativa rientra nel programma promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana per l’ottavo centenario della morte di San Francesco e si collega al progetto internazionale di ricerca dedicato all’opera di Margarito d’Arezzo.