Siena, il Santa Maria della Scala si mette a danzare: torna XENOS tra realtà virtuale e grandi artisti internazionali

Condividi su

Le pietre raccontano il passato, i corpi provano a immaginare il futuro. E per due giorni, al Santa Maria della Scala, anche i muri sembreranno mettersi in movimento. Siena si prepara ad accogliere la terza edizione di XENOS, il festival internazionale dedicato alla performance contemporanea, che venerdì 13 e sabato 14 novembre trasformerà gli spazi dell’antico ospedale in un palcoscenico diffuso, tra danza, sperimentazione artistica e realtà virtuale.

Ideato da Cristiano Leone, presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini, il festival è organizzato in collaborazione con il Comune di Siena. Dopo le prime due edizioni, dedicate all’ospitalità e alla potenza dello sguardo, XENOS torna a interrogarsi sul tema della relazione: quella tra corpo e spazio, artista e spettatore, memoria e contemporaneità.

La novità di quest’anno è l’arrivo, per la prima volta, del Centro Coreografico Nazionale Aterballetto, protagonista di due progetti che mettono in dialogo danza, tecnologia e patrimonio culturale. Con DANSITE, il pubblico potrà immergersi in esperienze di realtà virtuale che permettono di rivivere performance coreografiche nei luoghi in cui sono state create. Un modo diverso di attraversare gli spazi della cultura, nel quale la tecnologia diventa uno strumento per arricchire l’esperienza artistica.

Accanto alla dimensione virtuale ci sarà quella fisica e ravvicinata di MICRODANZE, un percorso itinerante che porterà il movimento direttamente negli ambienti del complesso museale, attraverso le creazioni di coreografi come Francesca Lattuada, Antonella Bertoni, Diego Tortelli e Philippe Kratz. Non sarà dunque soltanto il pubblico a osservare uno spettacolo: saranno gli stessi spazi del Santa Maria della Scala a diventare parte integrante della rappresentazione.

Tra gli ospiti più attesi figura Marcos Morau, coreografo e regista spagnolo di fama internazionale, che arriverà a Siena con la compagnia La Veronal per presentare Testamento. La performance, concepita appositamente per il luogo, affronta il rapporto tra vita e morte, presenza e assenza, fragilità e spiritualità. Un lavoro che nasce dallo spettacolo Totentanz-Morgen ist die Frage, creato nel 2024, e che rilegge in chiave contemporanea il tema della danza macabra medievale e rinascimentale.

Un’altra prima volta sarà quella di CATALOGO, progetto ideato da Marco D’Agostin per Marta Ciappina, presentato al Santa Maria della Scala in una versione itinerante e pensata per gli spazi del museo. Tre atti coreografici, distribuiti nell’arco di una giornata, esploreranno il rapporto tra interprete e autore, il gesto dell’addio e il corpo come strumento di trasmissione artistica. Il progetto coinvolge Emio Greco e Pieter C. Scholten, Sotterraneo e Francesca Pennini con CollettivO CineticO.

Ma XENOS non guarderà soltanto alla scena internazionale. La terza edizione riserverà infatti uno spazio importante anche ai professionisti senesi delle arti performative. Tra i protagonisti ci saranno Simone Cristofori, vincitore nel 2024 del Talent dedicato agli artisti under 35, Irene Stracciati, Francesca Duranti e la compagnia MOTUS, con le coreografie di Simona Cieri. Le loro performance saranno legate alla Corticella del terzo piano, uno degli ambienti più caratteristici del complesso museale.

A fare da filo conduttore sarà il rapporto tra le persone e i luoghi, con una particolare attenzione alla storia del Santa Maria della Scala, che per secoli ha accolto pellegrini, malati e viaggiatori. Una vocazione all’ospitalità che, attraverso il linguaggio della performance, diventa oggi occasione di incontro tra artisti e spettatori.

“Siena accoglie XENOS come un appuntamento di grande valore culturale, capace di mettere in dialogo arti performative, patrimonio storico e comunità”, sottolinea il sindaco Nicoletta Fabio, evidenziando come il festival permetta di vivere gli spazi museali in modo nuovo, attraverso la danza e le tecnologie contemporanee.

Per Cristiano Leone, il significato dell’iniziativa è racchiuso proprio nel nome del festival: in greco, xenos indica sia lo straniero che arriva sia l’ospite che lo accoglie. Un doppio significato che richiama la storia dell’antico ospedale e la sua funzione di luogo di incontro. “La performance vive soltanto nel tempo condiviso tra chi agisce e chi guarda”, osserva Leone, spiegando il legame tra l’arte performativa e la vocazione all’accoglienza del Santa Maria della Scala.

La direttrice artistica Anna Lea Antolini individua invece nella relazione la parola chiave dell’edizione 2026. Il festival, spiega, invita gli artisti ad attraversare il museo e a confrontarsi con le sue sale, i passaggi, le opere e le memorie, trasformando questa esperienza in gesti, connessioni e nuove forme di ascolto.