C’è un pittore dietro una parte dell’immagine che la città offre al mondo. Un artista nato a Prato, ma diventato senese d’adozione, che ha contribuito a costruire la nostra identità e a rinnovare i costumi del Palio. È Alessandro Franchi, protagonista della mostra presentata questa mattina alla stampa a Palazzo Pubblico.
L’esposizione, intitolata “Alessandro Franchi. Nella Siena tra Otto e Novecento. Grazia, Etica, Fede”, sarà visitabile dal 30 ottobre al 28 febbraio 2027 nei Magazzini del Sale e nel Museo Civico. L’inaugurazione è prevista venerdì 30 ottobre alle 17 nella Sala del Concistoro.
“Sicuramente questa mostra vuole valorizzare uno dei tanti artisti che hanno operato a Siena fra Otto e Novecento, non sufficientemente ricordati e apprezzati prima di tutto dai loro stessi concittadini”, ha spiegato il sindaco Nicoletta Fabio. “Non è una mostra occasionale, ma entra in un percorso studiato che proseguirà nel tempo”.
A illustrare il percorso è il curatore Michele Amedei: “La mostra è organizzata cronologicamente, dall’inizio della formazione di Alessandro Franchi all’Accademia di Siena con Luigi Mussini, dove comincia a studiare nel 1854. Si prosegue con il San Giorgio e il drago, opera che favorì la sua nomina a maestro di disegno nella stessa Accademia, per poi approfondire i rapporti con altri artisti, tra cui Luisa Mussini e Gaetano Marinelli”.
Il percorso si sviluppa sui due piani dei Magazzini del Sale e prosegue nella Sala del Risorgimento.
“Al piano inferiore c’è un’intera sala dedicata alle opere di Franchi nel territorio senese, con una grande mappa che speriamo possa invitare i visitatori a esplorare il rapporto dell’artista con la città”, aggiunge Amedei. “Si potranno vedere capolavori recuperati e restaurati per l’occasione, tra cui due grandi opere preparatorie provenienti dal Castello di Brolio, e la tela raffigurante Santa Caterina, concessa eccezionalmente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma”.
La mostra propone anche una sezione dedicata ai paesaggi, un aspetto meno conosciuto della produzione di Franchi, e uno spazio riservato ai suoi allievi e seguaci, tra cui Carmela Ceccherelli, Ricciardo Meacci e Giuseppe Catanichiti.
Non manca il Palio, con una sezione dedicata al contributo dell’artista al rinnovamento dei costumi del Corteo Storico. Franchi partecipò inoltre, insieme alla moglie Luisa Mussini, all’organizzazione della mostra del 1904, che contribuì a diffondere l’immagine di Siena nel mondo.
“Franchi occupa un ruolo fondamentale in quanto è l’autore del soffitto della Sala del Risorgimento, che per noi è una sala di grande vanto”, ha sottolineato Michelina Simona Eremita. “Ha contribuito a formare nell’immaginario collettivo l’immagine che oggi abbiamo di Siena, così medievale e legata al Medioevo”.
Un’eredità che, a oltre un secolo dalla morte dell’artista, continua a vivere nelle opere e nelle tradizioni della città.
MC