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“Una storia di comunità ritrovata”, la Minerva torna ad Arezzo dopo cinque secoli per una mostra

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Dopo oltre 480 anni la Minerva rientra nella sua città. È stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e delle istituzioni locali e nazionali. La statua, simbolo identitario della città, arriva in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e segna l’avvio del progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”.

«Abbiamo mantenuto una promessa alla comunità di Arezzo: far tornare la Dea Minerva nella sua sede di origine», ha dichiarato il ministro Giuli, sottolineando la collaborazione tra enti locali e Ministero per restituire alla città un’opera che rappresenta ingegno e operosità.

La mostra sarà aperta fino al 6 settembre e prevede, accanto all’esposizione, incontri, laboratori e attività rivolte a scuole e cittadini con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra patrimonio e comunità. L’iniziativa rientra nel Piano Olivetti, che punta a valorizzare i beni culturali attraverso partecipazione e coinvolgimento territoriale.

Cuore dell’esposizione è la celebre statua in bronzo, rinvenuta nel 1541 durante lo scavo di un pozzo nei pressi di San Lorenzo e subito trasferita a Firenze nelle collezioni medicee, dove è rimasta fino a oggi. Alta circa un metro e mezzo, raffigura la dea Atena/Minerva con elmo corinzio ed egida con testa di Medusa ed è datata tra il 300 e il 270 a.C., probabilmente di ambito italico o magnogreco.

L’allestimento ricostruisce anche il contesto archeologico del ritrovamento nella domus romana di San Lorenzo, con mosaici, pavimenti e arredi, ampliando lo sguardo alla città di Arretium in età romana. L’esposizione diventa così non solo un prestito temporaneo ma anche occasione di rinnovamento degli spazi museali e di rilancio culturale del territorio.