Fino a oggi è stato impossibile determinare la struttura dei quattro pigmenti coinvolti nella percezione dei colori che costituiscono la base della visione policromatica.
Dopo 26 anni di ricerche, però, tre articoli pubblicati sulla rivista “Science”, descrivono le strutture molecolari dei pigmenti visivi responsabili della percezione dei colori blu, verde e rosso, rivelando i meccanismi che permettono agli individui di distinguere le diverse tonalità cromatiche.
Fra gli autori degli articoli ci sono il professor Massimo Olivucci, docente del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena, e i ricercatori del suo gruppo di ricerca, il dottor Xuchun Yang (anche primo autore) e il dottor Filippo Sacchetta.
Gli studi sono stati condotti nell’ambito di una collaborazione internazionale con il Nagoya Institute of Technology e la University of Tokyo.
Spiega il professor Massimo Olivucci: “Il contributo del mio gruppo è stato quello di costruire, usando metodi di calcolo sviluppati anche nel nostro laboratorio, modelli quantistici dei pigmenti verde e rosso di un primate; quindi usare questi modelli per rivelare quali amminoacidi siano responsabili per il tipo di colore percepito, e capire quali principi fisici permettono questa funzione. Questi risultati rispondono a domande fondamentali nel campo della chimica bioorganica e della biofisica e aiutano a comprendere i processi evolutivi che hanno operato sui pigmenti visivi”.
Questi temi saranno al centro della “21esima edizione della International Conference on Retinal Proteins”, che si terrà a Siena dal 14 al 19 settembre.