Arriva l’appello di 68 esperti ed accademici che esortano l’Europa a proseguire la strada tracciata verso la realizzazione dell’euro digitale per difendere il sistema dei pagamenti di tredici Paesi dell’Eurozona.
Anzi ad accelerare il processo in difesa della sua indipendenza monetaria.
Perché è importante e che cos’è l’euro digitale?
La moneta pubblica digitale per gli economisti è fondamentale perché senza l’Europa sarà vulnerabile, dal momento che nei Paesi che non hanno un sistema nazionale di pagamenti digitali, tra cui l’Italia, si dipende totalmente dai circuiti Visa, Mastercard e PayPal.
Il processo di creazione dell’euro digitale elaborato dalla BCE è stato approvato dal Consiglio Europeo a dicembre 2025 con l’obiettivo di sperimentare la moneta nel 2027 per farla entrare in vigore nel 2029. Si tratta di una valuta per i pagamenti digitali che richiede l’apertura di un Wallet presso un intermediario autorizzato (banca o Poste, in Italia), cioè di un portafoglio elettronico ricaricabile sia da un conto corrente che tramite un versamento in contanti.
In sostanza, per mezzo di un’applicazione, con un sistema che permette di trasferire moneta in tempo reale, e anche in assenza di connessione Internet o servizi di telefonia mobile, basterebbe uno smartphone o uno smartwatch per effettuare pagamenti ricorrenti e automatizzati, sganciandosi dai circuiti digitali internazionali.
L’euro digitale nasce per consentire di effettuare pagamenti in maniera sicura e veloce in qualsiasi paese dell’Area Euro senza pagare commissioni. Sia per le transazioni nei negozi fisici che per quelle on line, nonché per i pagamenti pubblici tra cittadini e amministrazioni pubbliche e per i pagamenti tra privati.
Capiamo che si tratta di una vera e propria rivoluzione che andrebbe a sostituire gli attuali monopoli sulle carte, per non parlare della perdita del business sottostante. Tuttavia, sarebbe impostato un limite massimo di euro digitale che ciascun utente potrebbe detenere nel proprio Wallet, per prevenire eccessivi deflussi di depositi dalle banche e garantire la stabilità finanziaria.
Il limite massimo potrebbe essere superato, però, per l’eccedenza grazie a un trasferimento automatico dal conto corrente bancario collegato. Inoltre, non si esclude la possibilità di utilizzare una carta fisica per chi ha difficoltà con la gestione dei Wallet.
Se per l’utente l’euro digitale rappresenta una moneta inclusiva, accessibile e fruibile in tutta l’Area Euro, con l’obbligo di essere accattata, per chi oggi gestisce i sistemi di pagamento internazionali potrebbe essere un pericolo. Tanto è vero che a novembre (come riporta Ansa economia) quattordici grandi istituti – tra cui Deutsche Bank, Bnp Paribas e Ing – hanno messo in guardia dal rischio di indebolire gli sforzi del settore privato continentale nella competizione con i giganti Usa dei pagamenti.
È davvero così o c’è il timore da parte dei bilanci bancari di dover rinunciare a una fonte di finanziamento e alla capacità di erogare prestiti? A una parte di risorse che comunque giocano sul fronte della redditività bancaria. Nonostante si parli di portafogli Wallet fino a 3.000 euro, esisterebbe anche la necessità di implementare i sistemi, sostenendo nuovi costi..
Le domande che rimangono sul tavolo sono:
- L’obiettivo di ridurre la dipendenza dai fornitori Usa deve essere perseguito a tutti i costi?
- L’euro digitale affiancherà il contante senza sostituirlo?
- Si tratta di un recupero di indipendenza monetaria per l’Europa?
Il tema è caldo e di dibattito. Voi cosa ne pensate?
Maria Luisa Visione