Ormai siamo esposti giornalmente a tentativi di truffe finanziarie e a tecniche manipolatorie di hacker esperti che, con l’inganno, cercano di entrare nei nostri cellulari, sui nostri siti personali e sui nostri pc. Le finalità rimangono sempre le stesse: furto di identità digitale, appropriazione indebita di credenziali bancarie, promesse di lauti guadagni per avere in cambio denaro di cui il legittimo proprietario perde ogni traccia. Insomma, ogni sorta di raggiro che arrivi ad avere arricchimento illecito, a discapito dei malcapitati.
Così accade a gran parte di noi di non rispondere più ai numeri di telefono sconosciuti. Ma i truffatori si organizzano, riescono addirittura a far apparire il numero di telefono della nostra Banca, piuttosto che a proporsi con e-mail e lettere in cui appaiono loghi istituzionali apparentemente veri.
Le regole di base per difendersi sono ormai comprovate: 1. Non aprire mai i link associati; 2. Verificare la provenienza delle comunicazioni sui siti istituzionali; 3. Chiamare il proprio interlocutore bancario e/o finanziario e controllare la veridicità delle informazioni ricevute; 4. Non dare mai le proprie credenziali di accesso, né tantomeno le password temporanee ricevute per confermare eventuali operazioni dispositive; 5. Custodire i dati personali e le informazioni sensibili con cura e attenzione; 6. Bloccare richieste anomale di adesioni a chat non conosciute; 7. Segnalare immediatamente alle autorità di vigilanza e alla Polizia Postale qualsiasi tentativo di phishing per consentire un pronto intervento.
Qual è, però, l’effetto del continuo tartassamento e delle sollecitazioni ripetute che riceviamo sui nostri smartphone, sui social, sulla posta elettronica?
Purtroppo, ancora capita che alcune persone cadano nella trappola. Ma, soprattutto, siamo diventati diffidenti e prevenuti. La Consob ha oscurato ben 1608 siti abusivi dall’inizio di tale attività di controllo, e sono tantissimi; significa che molte persone hanno creduto di operare lecitamente, investendo denaro su piattaforme inesistenti e vedendo bruciare i loro soldi, ma non perché è crollata la Borsa.
Ed è proprio in momenti di incertezza economica come quello attuale che i truffatori intensificano i loro giochi. Ignoti che si presentano abusivamente come esponenti di Consob, Banca d’Italia, Inps e così via, telefonando e sollecitando pagamenti in denaro o in criptovalute, oppure, in alternativa, inviando messaggi dall’intestazione falsificata per simularne la provenienza istituzionale.
Per fare un esempio, è disponibile sul sito della Consob l’ultima avvertenza su richieste di denaro pervenute tramite messaggi di posta elettronica, apparentemente provenienti dall’Istituzione, farciti da documentazione contraffatta. I truffatori, fingendosi autorevoli dipendenti della Consob chiedono denaro in cambio di falsi servizi di recupero di somme di denaro perse su precedenti investimenti, o comunque per lo “sblocco” di fantomatiche somme di denaro o cripto-attività di cui gli investitori sarebbero titolari presso imprecisati conti esteri o portafogli Wallet.
Prestare attenzione a non diffondere le proprie informazioni sensibili sul web deve essere un monito, perché in rete i truffatori pescano, e più informazioni hanno, meglio organizzano l’inganno.
Proprio sui social e sulle app di messaggistica state in guardia dagli schemi di tipo “Pump & Dump” (gonfia e sgonfia). Si tratta di proposte di investimento che circolano su Instagram, Facebook e WhatsApp, presentate da finti esperti finanziari, analisti o consulenti che possono celare truffe e rischi concreti di perdere soldi. In pratica, i truffatori propongono l’acquisto di azioni a basso costo, spesso quotate sul Nasdaq, con prospettive di ingenti e veloci guadagni. Chiaramente nella finzione messa in atto si appropriano di loghi o nomi di soggetti credibili, a loro insaputa. Tutti comprano e inviano al proponente foto della transazione come traccia dell’eseguito: il prezzo sale e i truffatori tengono conto degli acquisti attraverso gli screenshot. Fino al momento in cui, raggiunto il livello di prezzo a cui aspirano, in massa sono proprio loro a vendere, facendo crollare di nuovo il prezzo, mentre gli investitori ingannati aspettano indicazioni sul da farsi e registrano perdite spesso significative. Lo stesso schema è impiegato nell’acquisto delle cripto-attività.
Siamo in una fase di volatilità dei mercati finanziari, agiamo con prudenza e utilizziamo il buon senso. I facili guadagni senza rischi non esistono.
Prima di investire verificate che: 1. Chi sta proponendo l’investimento sia abilitato al servizio, consultando il sito istituzionale della Consob, e, in particolare la sezione Occhio alle truffe; 2. Le informazioni ricevute siano realmente esistenti; 3. Non siano presenti segnalazioni di abusivismo sul sito istituzionale della Consob riferibili ai proponenti.
Facciamo attenzione alle facili e sedicenti promesse. La fiducia va verificata sempre, prima di investire.
Maria Luisa Visione