Come ogni anno arriva l’appuntamento dedicato al capitolo pensioni nella nuova Legge di Bilancio.
Tra conferme e novità, vediamo in questa panoramica cosa ci possiamo aspettare, a partire dal 2027.
La manovra ha previsto piccoli interventi, dato che rimane sempre aperto il tema delle risorse economiche che servirebbero per rispondere ai principi comunitari di adeguatezza, sostenibilità e modernizzazione, che sarebbero molte, e, di certo, maggiori di quelle che vengono stanziate.
Uscita anticipata a 64 anni e Ape sociale
Si istituisce un fondo di 850 milioni di euro destinato a favorire l’uscita dal lavoro a 64 anni di età.
Non sono stati ancora fissati requisiti, meccanismi di calcolo e decorrenza; al momento l’ipotesi più accreditata è quella di una nuova Quota 100, con 64 anni di età e 36 anni di contributi, e il meccanismo del ricalcolo contributivo per coloro che hanno versato prima del 1996. Un nuovo modello di uscita anticipata in contrapposizione agli attuali requisiti obbligatori previsti, a partire dal 1° gennaio 2027, che vedono l’età pensionabile di vecchiaia a 67 anni e 1 mese.
Dalle stime, però, i fondi stanziati non sarebbero sufficienti per accontentare tutta la potenziale platea.
Ape sociale viene prorogata fino al 31 dicembre 2027 con 63 anni e 6 mesi di età.
Voucher pensionati
Si istituisce un fondo di copertura di 1.645 milioni di euro per il finanziamento di una Carta da 300 euro destinata agli over 75 con assegno pensionistico fino a 28.000 €, utilizzabile per l’acquisto di farmaci e prestazioni sanitarie non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. La Carta è prevista solo per il 2027.
Si rivolge a circa 5.456.407 pensionati.
Rivalutazione delle pensioni
Nel 2027 la rivalutazione delle pensioni con il meccanismo di perequazione che prevede l’adeguamento all’inflazione sarà garantita al 100% solo per gli assegni pensionistici che non superano l’importo di 2.447€ lordi (4 volte il trattamento minimo Inps). Dopo si scende all’85% fino a 3.059,25 €; al 53% per assegni che vanno da 3.059,26 € a 3.671,10 €; al 47% nella fascia compresa tra 3.671,11 € e 4.894,80 €; al 37% da 4.894,81 € a 6.118,50 € e al 32% per gli assegni che superano quest’ultimo importo.
In buona sostanza, da una rivalutazione ad oggi stimata del 2,90% per la prima fascia si arriva a una rivalutazione dello 0,928% per l’ultima, penalizzando ancora una volta il ceto medio e le fasce di reddito più alte.
In pratica, coloro che percepiscono assegni superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps non avranno copertura rispetto allo scenario attuale di inflazione crescente. Infine, si conferma la non rivalutazione straordinaria degli assegni minimi. Quindi, la pensione minima per il 2027 ammonterà a circa 629,59 €.
Trattamento di fine rapporto e Trattamento di fine servizio
Adeguandosi alle indicazioni della Corte Costituzionale, si prevede una riduzione dei tempi di attesa per la liquidazione del TFR e del TFS.
Dai nove mesi già previsti dal 1° gennaio 2027, la manovra riduce i termini di attesa per chi va in pensione di vecchiaia portandoli a sei mesi, a far data dal 1° gennaio 2028; poi a 3 mesi per chi raggiunge il diritto nel 2029, fino ad azzerarsi nel 2030. Inoltre, dal 2031 in avanti l’erogazione rateale prevederà un innalzamento delle soglie di 10.000 € per ogni corresponsione. Questo meccanismo comporterà l’erogazione del trattamento senza alcuna dilazione, a partire dal 2035.
Conto previdenziali per i nuovi nati
A mio parere, questa è la vera novità che ha carattere positivo rispetto al problema strutturale della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione.
Per ogni nuovo nato verrà aperta, da parte dell’Inps, una posizione individuale con un versamento iniziale di 100 €, e successivi versamenti annuali dello stesso importo, fino al compimento del diciottesimo anno di età. Su questa posizione potranno aggiungere somme i genitori, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, beneficiando di un incentivo fiscale dedicato. In particolare, l’importo massimo aggiuntivo è pari a 1.000 euro annui, detraibili dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 19%.
Un provvedimento pensato “Al fine di promuovere la cultura del risparmio e della previdenza tra i giovani e di favorire la costituzione di una posizione di risparmio di lungo periodo fin dalla nascita”, come si legge nel decreto-legge. 1.800 € di base a cui si aggiungeranno i rendimenti finanziari generati dalla ricapitalizzazione. Per la gestione finanziaria le risorse verranno affidate a Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Inoltre, l’intero capitale risulterà esente da tassazione, inalienabile e non pignorabile fino al compimento della maggiore età del titolare (salvo casi eccezionali e autorizzati dal giudice tutelare).
Al compimento del diciottesimo anno di età il beneficiario potrà utilizzare il capitale maturato per gli studi universitari, l’avvio di un’attività lavorativa, o, in alternativa, come base di una forma pensionistica complementare, anche individuale.
Bonus Giorgetti
Viene rinnovata per un altro anno la possibilità di posticipare il pensionamento per i dipendenti pubblici e privati che hanno maturato i requisiti per uscire. In sostanza, Il lavoratore sceglie di rinunciare all’accredito contributivo della quota a proprio carico; la quota, anziché essere destinata all’Inps, viene accreditata in busta paga e risulta esente da imposizione fiscale, determinando un aumento netto immediato dello stipendio mensile.
È chiaro che l’importo della pensione futura sarà minore rispetto a quanto sarebbe maturato continuando a lavorare senza usufruire dell’incentivo.
Prendete nota, occuparsi del proprio futuro pensionistico è quanto mai sempre più necessario.
Maria Luisa Visione