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La carica dei 500 in difesa del Made in Italy: gli agricoltori di Coldiretti Siena alla mobilitazione nazionale: “Tutelare l’olio extravergine d’oliva”

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Erano 500 gli agricoltori provenienti dalla provincia di Siena che hanno partecipato alla grande mobilitazione organizzata da Coldiretti al Pala BigMat di Firenze, dove oltre quattromila imprenditori agricoli si sono riuniti per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese del settore tra aumento dei costi di produzione, tensioni geopolitiche e rischi per il Made in Italy agroalimentare.

La delegazione senese ha preso parte all’iniziativa insieme al presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo, alla presidente di Coldiretti Toscana Letizia Cesani e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, in un confronto che ha affrontato alcuni dei temi più critici per il futuro dell’agricoltura italiana.

Tra le principali emergenze segnalate c’è l’impennata dei costi di produzione legata alle tensioni internazionali, che sta pesando in maniera significativa sui bilanci delle aziende agricole. Secondo le stime del Centro Studi Divulga, fertilizzanti, energia, gasolio agricolo e altri input produttivi sono aumentati in media di oltre il 30%, con ricadute che possono arrivare fino a 200 euro a ettaro per alcune colture.

Solo nel comparto olivicolo i costi di produzione sono cresciuti di oltre 200 euro per ettaro di uliveto, mentre nei cereali gli incrementi oscillano tra 65 e 80 euro a ettaro, con punte fino a 200 euro per il mais. Aumenti che si ripercuotono anche sugli allevamenti: produrre una tonnellata di latte costa oggi circa 40 euro in più, mentre nel settore suinicolo i rincari arrivano a 25 euro per capo allevato. A incidere sono soprattutto i prezzi dei fertilizzanti, con l’urea che ha raggiunto 815 euro a tonnellata (+40% in un mese), e del gasolio agricolo, passato da circa 0,85 euro al litro fino a 1,38 euro.

Parallelamente cresce la preoccupazione per il boom delle importazioni di olio straniero, che nel 2025 sono aumentate del 50% in quantità, contribuendo a comprimere i prezzi dell’olio italiano e alimentando il rischio di frodi e pratiche commerciali scorrette.

«L’agricoltura – sottolinea Coldiretti – è chiamata ogni giorno a garantire cibo di qualità e sicurezza alimentare, ma lo fa in condizioni sempre più complesse. Servono politiche europee capaci di tutelare il reddito degli agricoltori, difendere il Made in Italy e garantire trasparenza ai consumatori».

Accanto alle richieste di intervento sul piano economico e normativo, resta centrale anche il lavoro di promozione e valorizzazione dell’olio extravergine italiano, portato avanti con iniziative di formazione e divulgazione rivolte ai consumatori.