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Le professioni più ricercate e l’impatto dell’IA. Siamo sicuri che genererà più lavoro di quanto ne sostituirà?

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Quali saranno le figure professionali più ricercate nei prossimi dieci anni? E quali lavori verranno pagati di più?

Guardando, invece, all’anno appena passato, quale professione ha ricevuto maggiore richiesta nel 2025? E quale maggiore compenso? 

Mentre l’Intelligenza Artificiale continua a diffondersi repentinamente in ogni settore lavorativo, tra questi interrogativi, altri si aprono guardando a un futuro nemmeno troppo lontano.

I settori professionali che hanno dominato il 2025 e che continueranno a dominare sono stati: IT e ambiente. Settori in cui servono competenze STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Tra i più richiesti, accanto a informatici, ingegneri, esperti di produzione industriale e tecnici della transizione digitale ci sono anche esperti del mondo green, come dire che, se cerco lavoro, aspirare a diventare competente in Cyber Security, Data Analysis e in grado di gestire processi di produzione a basso impatto ambientale, mi conferisce grandi opportunità di carriera.

Ambire a tutto ciò che riguarda la tecnologia, compreso il corretto utilizzo dell’IA, restituisce anche alti stipendi così come accade in ambito medico, legale e nella finanza. La vetta del lavoro più pagato, però, la conquista il notaio. In ambito sanitario spiccano le retribuzioni del chirurgo, del dirigente medico, del medico di base e del dentista. È evidente che il percorso di studi, insieme all’esperienza, al livello di specializzazione, alla formazione e all’aggiornamento professionale, rimangano fondamentali in Italia per svolgere un’attività lavorativa ben retribuita. Così come, in futuro, le professioni più ricercate saranno quelle con le competenze più rare, non sostituibili dall’IA.

In sostanza, a meno che l’IA non sviluppi empatia, intelligenza emotiva, pensiero critico e fantasia, le professioni che sostituirà sono quelle basate su compiti schematici e ripetitivi, pensiamo ad un impiegato amministrativo. Per il datore di lavoro, l’IA non si stanca, esegue, non chiede ferie, non ha bisogno di ore di permesso, si può alimentare mentre lavora, non si lamenta. Anzi è sempre gentile ed accondiscendente, impara in fretta, fa esattamente quanto richiesto senza dimenticare nulla e senza discutere.

Ad oggi sembra che l’IA non potrà sostituire i compiti manuali, pensiamo all’idraulico o all’elettricista, figure oggi difficilissime da trovare in tempo reale se hai un guasto in casa. Si legge che l’IA non potrà sostituire lo psicologo, eppure, in tutto il mondo, aumentano vertiginosamente le persone che parlano con la versione avanzata di Alexa, dotata, appunto di IA. Anzi, per dirla, tutta, oggi le persone parlano poco de viso, ma chattano moltissimo sui dispositivi.

Molte imprese del mondo high tech hanno licenziato, motivando i tagli con l’utilizzo dell’IA. Siamo sinceri, a chi non è venuta la curiosità di utilizzarla o di capire se può aiutare nello svolgere un compito complesso in meno tempo e con meno fatica, liberando spazio? Negli Stati Uniti si è osservata una riduzione di neolaureati nel settore tech, rispetto al boom iniziale, a causa dell’IA. Mentre aumenta la richiesta di ingegneri capaci di comunicare con gli utenti e personalizzare i modelli di Intelligenza Artificiale.

Come si evolverà l’IA non lo possiamo sapere. Di certo, figure esperte nel saperla sviluppare e utilizzare in maniera sempre più specifica saranno super gettonate.

La domanda a cui non abbiamo ancora risposta è: “è proprio vero che i posti di lavoro che sostituirà l’IA saranno meno di quelli che sarà in grado di generare?”.

Maria Luisa Visione