Il risiko del Monte entra in una settimana decisiva e Siena alza la voce. Martedì 25 agosto Banco Bpm riunirà un consiglio di amministrazione straordinario per esaminare l’offerta di Mps e, nello stesso giorno, a Roma si terrà l’atteso incontro al Ministero dell’Economia sul futuro di Rocca Salimbeni. Due appuntamenti mentre nella politica senese si apre un nuovo fronte: Futuro Nazionale chiede chiarezza sul peso che Crédit Agricole potrebbe assumere nel futuro gruppo, mentre il Pd replica duramente a Fratelli d’Italia e accusa il partito di Giorgia Meloni di precostituire «un alibi» sul futuro del Monte.
Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm non era previsto in calendario ed è stato convocato proprio per esaminare l’Ops promossa da Mps. La proposta rientra nel progetto con cui l’amministratore delegato Luigi Lovaglio punta a costruire un’alternativa all’offerta di Intesa Sanpaolo, attraverso le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.
Uno dei nodi principali riguarda Crédit Agricole, che possiede il 29,3% di Banco Bpm. A giugno era stato lo stesso Banco a proporre un’aggregazione paritaria con Mps. Successivamente, però, i francesi avevano manifestato la preferenza per una maggiore integrazione tra Banco Bpm e le proprie attività in Italia.
Ed è proprio sul possibile ruolo futuro di Crédit Agricole che interviene Futuro Nazionale con Vannacci. «La nuova strategia annunciata dai vertici di Monte dei Paschi modifica profondamente lo scenario aperto dall’offerta di Intesa Sanpaolo e pone nuovi interrogativi», afferma la referente provinciale Michela Guerrini.
Secondo Guerrini occorre comprendere quali assetti proprietari e di governance potrebbero determinarsi qualora l’operazione su Banco Bpm andasse in porto. Futuro Nazionale individua quindi tre punti considerati «non negoziabili» per Siena: la permanenza della sede e delle principali funzioni societarie e direzionali, la tutela dell’occupazione e delle professionalità e la continuità del ruolo di Mps nel sostegno creditizio a famiglie e imprese del territorio.
«Non spetta al Comune stabilire quale combinazione finanziaria debba prevalere – prosegue Guerrini –: spetta però alle istituzioni senesi chiedere trasparenza sulle conseguenze delle diverse ipotesi».
La consigliera comunale Maria Antonietta Campolo chiede invece di conoscere quale progetto industriale accompagnerebbe un’eventuale aggregazione e quali sarebbero le conseguenze concrete per il territorio. «Un radicamento di questa portata non può essere ridotto a una variabile delle strategie dei grandi gruppi finanziari», afferma riferendosi al legame ultrasecolare tra Mps e Siena.
Intanto prosegue anche lo scontro politico tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia. Dopo che FdI aveva accusato i democratici di sostenere a Siena e in Toscana un intervento del Governo mentre la segretaria nazionale Elly Schlein chiede di non intervenire «a gamba tesa» nel mercato, arriva la replica del Pd senese.
«La politica non deve scegliere vincitori e vinti nel risiko bancario. È un principio intangibile, che il Partito Democratico non ha mai messo in discussione», sostiene il Pd, che definisce «irricevibile» l’accusa di incoerenza avanzata da Fratelli d’Italia.
Per i democratici, non intervenire direttamente nella scelta tra le diverse operazioni non significa però che lo Stato debba restare alla finestra. Il Governo, sostengono, deve valutare le conseguenze del risiko su risparmio, accesso al credito, occupazione, concorrenza e tessuto economico dei territori.
Il Pd rivendica quindi una linea comune tra Siena e i vertici nazionali: nessun intervento pubblico per favorire una cordata rispetto a un’altra, ma attenzione alla salvaguardia dell’occupazione e del radicamento territoriale. E, indipendentemente da quale operazione alla fine prevalga, chiede che vengano tutelati «i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, il marchio della banca più antica del mondo, la permanenza delle funzioni direzionali a Siena», oltre all’autonomia, all’integrità e al legame del Monte con il territorio.
I democratici ricordano inoltre che il Consiglio comunale di Siena ha approvato all’unanimità la richiesta di valutare la sussistenza delle condizioni per l’esercizio dei poteri speciali previsti dalla legge e che la sindaca Nicoletta Fabio ha trasmesso le richieste al Governo e alle autorità di vigilanza.
Infine l’affondo politico contro FdI. Secondo il Pd, il partito della presidente del Consiglio starebbe tentando di scaricare su altri responsabilità che appartengono invece all’esecutivo. Il comunicato di Fratelli d’Italia, concludono i democratici, sembrerebbe «costruire in anticipo un alibi per Giorgia Meloni e per il sostanziale disinteresse del suo Governo».
Tutti gli occhi sono dunque puntati su martedì 25 agosto. Mentre Banco Bpm riunirà il proprio board per valutare l’offerta del Monte, al Mef il ministro Giancarlo Giorgetti incontrerà la sindaca di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Due tavoli diversi, nello stesso giorno, con il futuro di Mps al centro.