Il futuro del Monte dei Paschi passa dalle urne degli azionisti, ma Intesa Sanpaolo comincia già a disegnare la Siena che potrebbe nascere dopo l’acquisizione della banca. Un polo tecnologico, una nuova direzione commerciale, strutture centrali del gruppo e nuovi posti di lavoro.
È il progetto illustrato da Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo, mentre a pochi giorni dall’assemblea del 29 ottobre arriva anche l’analisi di Equita: votare contro la fusione tra Mps e Mediobanca sarebbe la scelta più coerente per gli azionisti intenzionati a sostenere l’offerta di Intesa.
Due interventi che, pur arrivando da prospettive differenti, contribuiscono a delineare lo scenario di una settimana decisiva per il futuro del Monte.
A parlare dei progetti di Intesa per Siena è stato Nocentini, a Scarperia, in occasione della premiazione di due startup protagoniste di un percorso di innovazione promosso da Ideofarm, gruppo Powersoft, e Intesa Sanpaolo.
“Pensando a quanto potremo sviluppare a Siena a valle dell’Opas su Mps, unendo le nostre risorse e competenze, sento di guardare al futuro di questa regione con una forte consapevolezza della centralità che può assumere nei nuovi assetti che verranno a crearsi”, ha dichiarato.
Il dirigente ha quindi illustrato alcune delle ricadute previste sul territorio senese in caso di successo dell’operazione.
“L’Opas determinerà una integrazione industriale a somma più che positiva, che si affiancherà alla costituzione a Siena di un polo tecnologico specializzato, valorizzando l’ecosistema universitario locale e favorendo la creazione di nuova occupazione qualificata”.
Non soltanto tecnologia e nuove professionalità. Nei piani di Intesa ci sarebbero anche il rafforzamento delle attività bancarie e la presenza di nuove funzioni direzionali in città.
“Oltre ad assicurare l’ulteriore crescita del credito sul territorio, a Siena verrà costituita una nuova direzione commerciale e sarà attribuita una sede secondaria di strutture centrali di gruppo”, ha spiegato Nocentini.
Un passaggio che si inserisce nel dibattito senese sulla salvaguardia dell’identità e dell’occupazione del Monte. Intesa assicura infatti che il progetto sarà “estremamente attento all’identità di Mps, a partire dal suo nome e dalle sedi, ed al patrimonio sociale e culturale della città di Siena”.
Sul fronte del lavoro, Nocentini ha richiamato gli obiettivi occupazionali annunciati dall’amministratore delegato Carlo Messina: circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029, a livello di gruppo, per sostenere la crescita e il ricambio generazionale. Secondo il dirigente, nuove opportunità professionali riguarderanno anche Siena, insieme alla tutela dell’occupazione esistente.
Un segnale dell’interesse verso il territorio, ha aggiunto, è arrivato anche dalla partecipazione di Intesa Sanpaolo ai Career Days dell’Università di Siena, lo scorso 13 ottobre, con incontri dedicati a studenti e laureati.
Intanto, mentre Intesa illustra i propri progetti, Equita interviene sulla partita finanziaria e sugli equilibri dell’assemblea del 29 ottobre.
Secondo gli analisti, gli azionisti di Mps favorevoli all’Opas di Intesa dovrebbero votare contro la fusione con Mediobanca. Una scelta che consentirebbe al management guidato da Carlo Messina di gestire direttamente un’eventuale successiva integrazione, evitando duplicazioni di costi e riducendo i rischi operativi e informatici.
Equita ipotizza inoltre che una futura operazione di Intesa su Mediobanca possa essere strutturata rispettando l’equivalenza delle condizioni finanziarie per gli azionisti della banca milanese.
Nel report viene evidenziato anche il ruolo del blocco di minoranza composto da Delfin, Caltagirone ed Edizione, che secondo gli analisti avrebbe reso di fatto impraticabile il progetto alternativo di Mps, manifestando direttamente o indirettamente una preferenza per l’offerta di Intesa.
A complicare il percorso dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio si aggiungono le posizioni di alcuni investitori istituzionali. Tra questi Norges Investment Management, che ha annunciato il proprio voto contrario alle offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Popolare di Sondrio, alla distribuzione straordinaria e alla fusione con Mediobanca.
Equita ricorda inoltre che Intesa, dopo aver migliorato la propria offerta con ulteriori 0,25 euro in contanti per azione e un adeguamento del rapporto di concambio, ha posto condizioni precise alla prosecuzione dell’Opas, legate all’esito delle operazioni proposte da Mps.