“Ancora combatto”. Giuseppe Castagna sceglie una metafora sportiva per paventare la contromossa di Banco Bpm su Monte dei Paschi, nel giorno in cui il consiglio di amministrazione dell’istituto si riunisce per valutare le prossime mosse dopo la discesa in campo di Intesa Sanpaolo.
L’ad della banca di piazza Filippo Meda, intervenendo a un evento al Circolo Canottieri di Napoli, ha fatto riferimento alla partita aperta su Mps e al nuovo scenario determinato dall’offerta di Intesa. “Quest’anno siamo impegnati in un’altra grande operazione, nella quale, dall’altra parte, vediamo un colosso che è sette-otto volte più grande di noi”, ha detto Castagna, secondo quanto confermano fonti finanziarie. “Questo è lo spirito dello sport: non arrendersi, continuare a dare il meglio, cercare di fare il possibile”.
Il riferimento è alla contesa su Monte dei Paschi, dopo che Intesa Sanpaolo è entrata nella partita che coinvolge Rocca Salimbeni. Castagna ha richiamato anche quanto accaduto lo scorso anno con l’offerta di UniCredit su Banco Bpm: “Ancora combatto, dopo aver resistito l’anno scorso a un attacco da parte di una grande banca italiana, che abbiamo vinto con molto orgoglio”.
Poi il passaggio sul peso delle forze in campo. “Sappiamo che non c’è solo il merito sportivo, ma contano anche i mezzi che si hanno a disposizione”, ha aggiunto Castagna. “Le banche vivono di territorio, vivono di famiglie, vivono di imprese, vivono di risparmio e di finanziamenti. Noi cercheremo di fare il nostro”.
Oggi intanto è in programma il consiglio di amministrazione di Banco Bpm. Secondo quanto risulta, la riunione dovrebbe svolgersi in mattinata, intorno alle 10. L’amministratore delegato dovrebbe tenere un’informativa al consiglio, in attesa di capire quali azioni mettere in campo per non perdere la partita del risiko su Mps.
Intanto il tema continua a produrre reazioni politiche e territoriali. Emiliano Fossi, deputato e segretario del Pd Toscana, esprime “grande preoccupazione” per gli sviluppi che riguardano il futuro del Monte dei Paschi e per le possibili ricadute occupazionali e sociali.
“Parliamo di una vicenda che non riguarda soltanto una banca o una singola città, ma uno dei principali presìdi economici della Toscana”, afferma Fossi. “Per questo sarebbe un grave errore considerare le operazioni in corso come una questione esclusivamente finanziaria o affidata alle sole dinamiche di mercato”.
Secondo Fossi, le ipotesi emerse impongono una valutazione seria degli effetti sul lavoro, sulle professionalità costruite negli anni e sulla presenza delle attività strategiche della banca a Siena. Il segretario dem accoglie positivamente l’iniziativa avviata da Regione Toscana, Provincia e Comune di Siena, ma giudica “ancora più incomprensibile l’assenza del Governo da una discussione che riguarda un asset strategico nazionale”.
“Chiediamo all’esecutivo di assumere finalmente un ruolo attivo”, aggiunge Fossi, “e di chiarire quali impegni intenda sostenere per tutelare il patrimonio di competenze, relazioni economiche e valore sociale che il Monte dei Paschi rappresenta per Siena e per la Toscana”.
Anche dal fronte civico senese arriva una presa di posizione netta. Il Buongoverno, Pietra Serena e Sena Civitas accolgono con interesse le iniziative promosse in queste ore da istituzioni, forze sociali, sindacati e soggetti del territorio per mantenere alta l’attenzione sul futuro di Mps. Ma rivendicano anche la necessità che i cittadini di Siena facciano sentire la propria voce.
La posizione dei tre soggetti è di “netta contrarietà” a un’operazione che, a loro giudizio, potrebbe determinare “un forte impoverimento economico, occupazionale e sociale di Siena e dell’intera provincia”. Il timore riguarda la possibile perdita progressiva di funzioni strategiche, direzionali e occupazionali oggi ancora presenti sul territorio.
“Siena ha già pagato un prezzo altissimo per la crisi del proprio sistema bancario e finanziario”, si legge nella nota. “Non può permettersi un ulteriore ridimensionamento del ruolo che il Monte dei Paschi continua a rappresentare per l’economia, l’occupazione, il tessuto professionale e la vita sociale della comunità”.
Per questo, accanto all’azione delle istituzioni, Il Buongoverno, Pietra Serena e Sena Civitas chiedono di valutare anche una mobilitazione civica, trasversale e apartitica, aperta a cittadini, associazioni e realtà del territorio. “La difesa del legame tra Siena e il Monte dei Paschi non appartiene a una parte politica”, sottolineano. “È un interesse generale che riguarda l’intera comunità senese e provinciale”.