Per fare in modo che ciò si realizzi il Cda di Siena Biotech ha dovuto adottare nel breve periodo alcune misure, come la riduzione di costi, nonché il ricorso alla cassa integrazione per una parte dei dipendenti. Un tema condiviso con i sindacati di categoria con i quali sono in corso i passi necessari per l’attuazione del provvedimento, e affrontato anche nell’incontro che i vertici della Fondazione hanno avuto ieri con i tre segretari confederali provinciali, Claudio Guggiari della Cgil, Iose Coppi della Cisl e Sandro Santinami della Uil per fare il punto su varie tematiche che riguardano il territorio senese.
<<Non rinneghiamo il forte valore e il carattere innovativo del progetto Siena Biotech – rileva il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini -. La società strumentale della Fondazione è nata con precise finalità, pienamente in linea con la missione della nostra istituzione. Il primo obiettivo è quello di operare in un settore, la ricerca scientifica, penalizzato in Italia da una cronica mancanza di fondi, nonostante crei innovazione e costituisca quindi un importante motore di sviluppo. E proprio allo sviluppo del nostro territorio mira l’attività di Siena Biotech creando occupazione a livello di eccellenza e alimentando un polo che è nelle tradizioni senesi a partire dai tempi della prestigiosa Sclavo. Ma c’è una terza finalità da non trascurare: quella sociale, andando a intervenire nella ricerca su malattie diffuse come l’Alzheimer che comporta elevati costi sociali e sanitari, o malattie come l’Huntington che per la loro bassa casistica non creano interesse da parte delle grandi multinazionali farmaceutiche verso una ricerca mirata. Chi se non un’istituzione come la Fondazione poteva dunque accollarsi l’onere di supplire a tali carenze ed assenze? E’ con questi scopi che Siena Biotech è stata creata nel 2002 diventando operativa nel 2004. Non è un investimento produttivo e non può esserlo per sua stessa natura se non in tempi medio-lunghi (per la ricerca occorre parlare sempre in termini di anni), quando i primi risultati delle ricerche possono essere testati ed utilizzati in campo farmaceutico. Solo allora dalle royalty su tali risultati può arrivare un riconoscimento economico. I risultati ci sono stati e per alcune molecole siamo a un punto di svolta, dato che sono iniziati i test clinici. Collaborazioni come con la multinazionale Roche o con la Fondazione americana Chdi, riconfermata proprio in questi giorni, testimoniano la validità dei traguardi raggiunti>>.
<<Il piano di sviluppo di Siena Biotech – sottolinea il presidente di Siena Biotech, Vittorio Galgani – era perfettamente in linea con le capacità finanziarie di cui la Fondazione Mps godeva fino a due anni fa, prima che la grave e diffusa crisi a livello mondiale non toccasse anche la Banca Monte dei Paschi. Da allora molte cose sono cambiate, spesso in maniera imprevedibile, e si tratta dunque di affrontare un periodo di difficoltà. Anche Siena Biotech risente di riflesso di tali problematiche, ma il progetto non viene abbandonato e le misure temporanee che verranno decise dal suo consiglio di amministrazione costituiscono proprio la base per salvaguardare il patrimonio di professionalità e di conoscenze esistenti, nonché il Centro Ricerche, un bene immobiliare di rilievo e all’avanguardia. Si tratta di valori che costituiscono il punto da cui ripartire attraverso la ricerca di nuovi partner e sinergie (nell’ambito del distretto regionale per le biotecnologie voluto a Siena dalla Regione Toscana, facendo riferimento in primo luogo a Tls e Biofund), su cui già da tempo si sta lavorando, consentendo un riposizionamento finanziario sostenibile in relazione al periodo attuale con cui dobbiamo confrontarci. Siena Biotech può essere annoverata come una delle componenti che concorrono allo sviluppo del Senese ed il suo apporto non verrà a mancare>>.
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