Tls, proroga di tre mesi per la presentazione del piano industriale ma il tempo stringe

Toscana Life Sciences, positivo il bilancio 2015

Entro la metà di marzo il piano industriale di Fondazione Toscana Life Sciences sarebbe dovuto arrivare sul tavolo dell’altra Fondazione, la Monte dei Paschi, quella che lo scorso dicembre si è impegnata a garantire a Tls l’usufrutto per 16 anni dell’immobile dove ora hanno sede gli uffici dell’incubatore scientifico. Un’operazione  – anzi un vero e proprio salvagente – certo non indolore, mirata a portare Toscana Life Sciences fuori dalla tempesta. E il piano industriale in effetti sembra ultimato ma con una scarna comunicazione FMps ha comunicato oggi che “ha fissato un nuovo termine per la presentazione del Piano Industriale 2024-2026 di Fondazione Toscana Life Sciences al 14 giugno 2024, in considerazione dei necessari approfondimenti analitici che il documento richiede”.

Non più tardi di tre mesi fa, tanto per ricostruire la vicenda, il presidente di Fondazione Monte dei Paschi, Carlo Rossi, aveva dichiarato in una intervista quanto deliberato dalla Deputazione amministratrice: pochi giorni per arrivare a una soluzione di salvataggio dell’incubatore senese delle Scienze della vita, un periodo prenatalizio di cui Rossi e la deputazione avrebbero fatto volentieri a meno ma no, non era possibile. Così, non senza una tirata d’orecchie ben poco velata, ecco arrivare la strenna di Natale che Tls aspettava, a condizione che si intraprendesse un nuovo corso di maggiori controlli e di accompagnamento alle azioni dei vertici dell’azienda. Oggi si conferma la necessità di una figura professionale per predisporre un piano industriale preciso e ampio ma anche che controlli il lavoro della governance. Perché il futuro è nebuloso, se si pensa che alla situazione di deficit economico si è arrivati con investimenti fatti prima che arrivassero i fondi per il Biotecnopolo e che, ad oggi, si continua a parlare della struttura antipandemica e a comprare soprammobili quando ancora non ci sono nemmeno le mura di casa. In termini più concreti, dei quasi 400 milioni promessi sarebbero disponibili appena 140, e a oggi la realizzazione dello stesso Biotecnopolo è molto incerta. Ergo, azzeramento della governance no ma sicuramente un controllo forte, sì.

Domani intanto in consiglio comunale sarà presentata al sindaco Nicoletta Fabio l’interrogazione di Marco Falorni e Lorenza Bondi (Forza Italia – Udc) per sapere a che punto è il piano industriale. Dopo mesi di rimpallo di responsabilità, da Roma prima ancora che dalla politica locale, una risposta certa è improcrastinabile perché ne va del futuro economico e occupazionale del territorio e la responsabilità sarà di qualcuno, senza possibilità di essere scaricata, stavolta.

 

Katiuscia Vaselli