Acqua&Sapone a Piancastagnaio, la Regione apre al tavolo di crisi
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Si sposta sul piano istituzionale la vertenza Logimer di Piancastagnaio. Dopo lo sciopero e l’apertura dello stato di agitazione, i sindacati hanno chiesto con urgenza l’attivazione di un tavolo di crisi in Regione Toscana, che dovrebbe essere convocato nei prossimi giorni.
Al centro della vicenda c’è il futuro del magazzino legato al marchio Acqua e Sapone, dove sono impiegati 56 lavoratori, ai quali si aggiunge l’indotto tra trasporti, manutenzione e servizi. Una possibile chiusura che rischia di avere un impatto pesante su un’area interna come quella dell’Amiata.
Secondo quanto emerso dall’incontro con l’azienda, la posizione sarebbe già definita. “A un certo punto l’azienda è stata lapidaria: non è interessata a gestire la logistica e non vuole che la gestisca qualcun altro per conto suo”, spiega Gianluca Scartoni della Filcams Cgil Siena.
Una linea che ha portato alla mobilitazione immediata dei lavoratori. “Per questo è stata necessaria una risposta immediata, con lo sciopero e l’apertura dello stato di agitazione”, aggiunge.
I sindacati hanno quindi chiesto l’apertura urgente di un tavolo in Regione, già contattata in queste ore. “Parliamo della perdita di un sito produttivo con oltre 50 posti di lavoro e dell’indotto. È un problema serio, soprattutto perché siamo in un’area interna che dovrebbe avere un’attenzione particolare”, sottolinea Scartoni.
L’impatto, infatti, non riguarda solo i dipendenti diretti, ma anche le realtà che lavorano intorno al magazzino. “Ci sono aziende di autotrasporto e altri servizi collegati: le ripercussioni potrebbero estendersi anche a loro”, spiega.
Nel frattempo resta alta l’attenzione anche su quanto accade all’interno del sito. “Se dovessimo vedere movimenti anomali, come il trasferimento della merce, potremmo valutare ulteriori iniziative di sciopero”, avverte Scartoni.