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Beko, confronto in Comune. Il sindaco: “Serve un unico investitore”. Corradi: “Invitalia è una corazzata”

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Un primo passaggio operativo e un messaggio di cautela, ma anche l’attesa di risposte da Roma. Dopo le parole del sindaco Nicoletta Fabio sulla necessità di individuare un unico grande reindustrializzatore, dal confronto tra istituzioni e sindacati emerge una linea comune: accelerare i tempi e capire se dietro l’intervento pubblico esista già un progetto industriale concreto. A rafforzare l’attenzione è anche l’imminente incontro a Roma del consigliere di Sviluppo Industriale Siena Gabriele Corradi.

Per la reindustrializzazione del sito ex Beko di viale Toselli, Fabio ha ribadito che “l’ipotesi di affidarsi a troppi interlocutori non sia particolarmente efficace” e che “l’obiettivo sarebbe quello di un unico, perlomeno di un primo grosso reindustrializzatore”, capace di rioccupare gli attuali lavoratori e creare nuove opportunità. Intanto prosegue lo sgombero dei macchinari, primo passaggio verso bonifica e riassetto dell’area industriale.

 

 

“È ancora troppo presto per parlare di progetti o di futuro — ha spiegato Corradi — mercoledì prossimo andrò a Roma per incontrare gli altri consiglieri. Saremo a Invitalia, in un palazzo dove mi auguro possano essere trovate delle soluzioni”. Un passaggio considerato decisivo anche perché l’agenzia nazionale ha già investito nell’area. “Se Invitalia ha stanziato fondi per riqualificare il sito, mi auguro che ci sia dietro anche un progetto di reindustrializzazione. Invitalia è una corazzata: se non ci riesce Invitalia sarà difficile per tutti”.

Dal fronte sindacale la richiesta principale resta quella delle tempistiche. “Abbiamo bisogno che nel 2026 venga individuato il reindustrializzatore per sperare in una ripartenza lavorativa almeno nel 2028”, ha affermato Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil Siena, sottolineando che la risposta decisiva “la deve dare Invitalia e quindi il Governo”. Atteso anche un nuovo incontro ministeriale per monitorare i piani di investimento.

Sulla stessa linea la Uilm. “Corradi si è preso una responsabilità importante — ha detto il segretario senese Massimo Martini — ora bisogna capire i tempi della bonifica e portare soggetti industriali veri a Siena. La soluzione è occupare i circa 150 lavoratori e andare oltre, creando lavoro anche per le nuove generazioni”.

Per la Fim Cisl “serve industria di qualità”, ha aggiunto il segretario locale Giuseppe Cesarano: “Il fattore tempo è fondamentale. Siena ha bisogno di rilancio e di un soggetto industriale che dia futuro e occupazione”.

MC