Beko-Leonardo: dibattito caldo, trattative fredde. Nessuna offerta presentata alla multinazionale
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L’opzione di Leonardo non è ancora arrivata sul tavolo delle trattative per la reindustrializzazione del sito Beko di Siena. Lo riferiscono fonti interne alla multinazionale, che spiegano di aver appreso solo dalla stampa del possibile interessamento dell’azienda attiva nel settore della difesa.
Al momento, dunque, non c’è nulla di concreto: restano soltanto indiscrezioni su un possibile avvicinamento del gruppo.
Voci che, tuttavia, hanno già acceso il dibattito politico. Da sinistra, l’ultima forza a intervenire è stata Rifondazione Comunista, che ha definito l’ipotesi di un approdo di Leonardo “comunque perdente”, anche da un punto di vista “puramente industriale”. Rifondazione ha inoltre ricordato come il gruppo sia “uno dei principali produttori di armi a livello mondiale” e che, “nonostante le dichiarazioni del Governo italiano, ha continuato a vendere armi a Israele per tutto il 2024 e il 2025”.
Di segno opposto la posizione di Forza Italia. “In un momento così delicato – aveva dichiarato Sara Pugliese, segretaria comunale degli azzurri – dobbiamo essere pragmatici e pensare al futuro di decine di famiglie e del nostro territorio”.
A esprimersi positivamente sull’indiscrezione, la scorsa settimana, anche le sigle sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.
Intanto, già da questa settimana potrebbero iniziare le visite da parte dei soggetti che hanno manifestato interesse per il sito e che si interfacciano con l’advisor Sernet. Non sono però ancora note né le date dei sopralluoghi, né il numero e l’identità delle aziende coinvolte, sebbene tutte operanti nel settore manifatturiero.