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Città ed economia – le priorità per cittadini e commercianti. Nannizzi: “Più iniziative in questo periodo e migliorare la viabilità”

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Iniziative, sicurezza e viabilità: sono le tre parole più pronunciate oggi dai cittadini e lavoratori senesi, ai quali è stato chiesto un parere su ciò che va bene e su ciò che è da migliorare per il bene della città. Ad avere un’opinione precisa a riguardo, sono i commercianti del centro storico, i quali quotidianamente riescono ad avere un quadro della città e che nell’ultimo decennio, hanno vissuto e raccontato una caduta vertiginosa del loro settore, dovuta a diversi motivi.

“Le problematiche del commercio ormai sono note a tutti – commenta Leonardo Nannizzi, commerciante di Camollia -, in particolar modo l’avvento dell’online che sta ammazzando il nostro mercato e la nostra attività; infatti, sono tantissimi i locali che chiudono e non trovano continuità. Siena, ovviamente, non è esente da questo problema e poi ha alcuni difetti, come per esempio la viabilità molto complessa e la mancanza di parcheggi, che rendono il centro storico irraggiungibile, sia per chi vuole spendere sia per chi non vuole. Serve mantenere vive le nostre specialità, come gli eventi ciclistici, il Palio e le bellezze artistiche, ma scredo che serva anche organizzare qualche evento e qualche iniziativa in questo periodo, che è sicuramente il più fermo di tutti. Dunque, io vorrei chiedere all’amministrazione, ma anche alla Fondazione Mps, di dialogare maggiormente con le associazioni, affinché si possa avere una città viva per tutto l’anno”.

Non tutto è da buttare, come hanno confermato moltissimi cittadini: le tradizioni, le manifestazioni di carattere internazionale come Strade Bianche ed Eroica e l’arte stessa, che ha fatto di Siena una città unica al mondo. Quali sono, allora, i punti da rivedere e migliorare?

“Il commercio soffre e credo che non esista ancora una cura vera e propria – commenta Mattia De Candia, commerciante di Camollia -. Dobbiamo fare del nostro meglio e cercare di essere il più accoglienti possibile verso il prossimo. L’unica questione, che secondo me deve essere affrontata meglio è quella della sicurezza. Nella mia attività, lavorano principalmente donne e la sera in Camollia non ho mai piacere di lasciarle sole, perché effettivamente si percepisce un po’ di tensione nella zona”.

È evidente, che una risposta al volo è impossibile da avere, ma avviare una riflessione ed allargare il dialogo e la collaborazione tra associazioni ed istituzioni può già rappresentare un inizio.