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Crisi del lavoro, Cgil: “In un anno e mezzo persi 1500 posti. Ed un senese su dieci vive sotto la soglia di povertà”

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Millecinquecento posti persi in un anno e mezzo, un aumento del 200% della cassa integrazione e del 14% dell’indennità mensile di disoccupazione, 400 giovani che hanno lasciato il territorio lo scorso anno, l’85% delle nuove assunzioni con contratti precari, le numerose crisi – da Beko ad Avicoop fino a Paycare – e un numero di incidenti e morti sul lavoro sopra la media. È il quadro dell’emergenza occupazionale nel Senese delineato dalla segretaria provinciale della Cgil, Alice D’Ercole.

“Inflazione alle stelle, posti di lavoro che si riducono, disoccupazione in crescita e cassa integrazione che esplode: questo è il dramma che viviamo in questa provincia – dice-. Aziende che chiudono e nuovi investitori che faticano ad arrivare. Siamo un territorio in emergenza su cui serve un lavoro complessivo a livello territoriale”.

A tutto questo, spiega D’Ercole, si aggiunge “una generale crisi di tenuta sociale del sistema”. I dati dell’Osservatorio Siena 2030 certificano che “il 10% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, un fenomeno strettamente legato al deterioramento del mercato del lavoro – spiega-: Quando si è poveri, si lavora in part time involontario, si lavora in maniera precaria; le pensioni non vengono rivalutate, non c’è salario minimo e c’è dumping contrattuale. La povertà cresce non solo tra chi non ha lavoro, ma anche tra chi lavora”.

Per queste ragioni la Cgil di Siena sarà a Firenze il 12 dicembre, insieme al segretario nazionale Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto dallo stesso sindacato contro una legge di bilancio giudicata “iniqua” sul piano fiscale, “priva di un’adeguata politica salariale” e con aumenti “irrisori” delle pensioni

“Saremo oltre 500 persone da Siena – aggiunge D’Ercole-. Scendiamo in piazza per un Paese più giusto, più uguale e capace di contrastare le disuguaglianze”.

MC