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Crisi PayCare Siena, il sindaco: “Confindustria è un attore fondamentale, deve fare la sua parte”

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La Confindustria “deve essere un attore fondamentale in ogni vicenda imprenditoriale che riguarda il nostro territorio”: è l’appello che lancia il sindaco di Siena Nicoletta Fabio quando parla in piazza Salimbeni ai lavoratori di PayCare, in presidio oggi davanti a Rocca Salimbeni nel giorno del loro sciopero.

E ai giornalisti il primo cittadino ribadisce che “la presenza di Confindustria è stata invocata più volte” perché “se parliamo di politiche attive del lavoro l’imprenditoria è l’attore che può concretamente contribuire alla ricerca di soluzioni”. Ma, aggiunge Fabio, “servono anche i comuni di Siena e Monteriggioni e la Regione, che ha già investito in formazione durante la vertenza Beko e che potrebbe e dovrebbe farlo in questa crisi”.

La richiesta fatta ai trentatré lavoratori, a rischio posto dopo la messa in stato di liquidazione del sito di Monteriggioni da parte dell’azienda, è di “essere disponibili a mettersi in gioco, valutando anche opportunità diverse”, perché il settore dei call center “è estremamente complesso e attraversato da trasformazioni profonde, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale. Qui ci sono professionalità solide, persone che sanno fare bene il proprio lavoro e che legittimamente vorrebbero continuare a farlo, valorizzando l’esperienza maturata negli anni”, prosegue il sindaco.

Al presidio stamani, oltre a Nicoletta Fabio, anche il vicesindaco Michele Capitani, il sindaco di Monteriggioni Andrea Frosini, la sua vice Paola Buti e il consigliere comunale di Per Monteriggioni Raffaella Senesi. “Non ci facciamo illusioni: quando una multinazionale decide di andarsene, se ne va. Ma non può farlo senza pagare dazio. Non può andarsene impunemente – il monito di Frosini. – Ai lavoratori promettiamo che non saranno lasciati soli: le istituzioni saranno presenti, li accompagneranno in ogni fase di questa situazione e non faranno mai un passo indietro”.

Detta i tempi della vertenza Giuseppe Cesarano, della Fim Cisl di Siena: “La prossima settimana incontreremo i vertici di PayCare per un confronto sindacale. A seguire chiederemo l’apertura di un tavolo regionale all’Unità di crisi e, a metà gennaio, è previsto un incontro al Ministero – fa sapere. Il settore è in difficoltà da quattro anni e serve un accordo quadro che affronti la crisi in modo strutturale. Per Siena c’è un’opportunità: collegare la vertenza PayCare a quella Beko e aprire un tavolo istituzionale regionale dedicato a una crisi di settore. Il territorio non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. La multinazionale lascerà l’area e dovrà sostenere un risarcimento danni significativo, insieme a una cassa integrazione che accompagni un piano di reindustrializzazione”.

Chiede norme più stringenti a livello nazionale Daniela Miniero, Fiom Cgil Siena: “A livello locale possiamo chiedere un incentivo maggiore e l’anticipo della cassa integrazione – che durerà 12 mesi per cessazione – ma qualunque cifra non ripagherà ciò che viene sottratto ai lavoratori e a tutto il territorio. Credo che sia indispensabile coinvolgere il terzo soggetto che deve assumersi la responsabilità di intervenire: Confindustria. Chiediamo che si apra al più presto un tavolo con organizzazioni sindacali, istituzioni e associazioni datoriali, per arginare l’emorragia occupazionale e accompagnare questi lavoratori verso un futuro certo”.

Marco Crimi