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Da Gaza all’intelligenza artificiale, il preside scrive agli studenti: “La scuola deve rendere cittadini consapevoli”

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Non un saluto formale, ma un richiamo alla realtà: è il “buon anno” del preside Federico Frati agli studenti del liceo Piccolomini. Un augurio che tocca temi forti come la barbarie di Gaza, la sfida dell’intelligenza artificiale e lo stop all’uso dei cellulari in classe. L’obiettivo, sottolinea Frati, è ribadire il ruolo cruciale della scuola: formare cittadini consapevoli.

“Quest’anno c’è bisogno di risvegliare nei ragazzi un atteggiamento attivo e vivace dal punto di vista intellettuale – dice il dirigente – perché serve la loro capacità di giudizio, serve che lo spirito critico si rivolga prima di tutto su loro stessi e sui loro comportamenti, come nel caso del divieto dei cellulari, e poi su ciò che accade intorno al nostro microcosmo senese, apparentemente protetto e tranquillo. La scuola deve sentire questa responsabilità: fare dei nostri ragazzi cittadini attivi, consapevoli, capaci di guardare oltre i confini del nostro confortante giardino”.

 

 

Nella lettera inviata alla comunità scolastica e pubblicata stamani da La Nazione, Frati cita il dramma di Gaza e le paure del nostro tempo, ricordando che le aule devono insegnare a pensare e a costruire un domani diverso. Un passaggio è dedicato al divieto dei cellulari in classe:

“Il cellulare è complicato: a casa, sul divano, può sembrare indispensabile. Ma a scuola deve essere lasciato da parte, perché l’alternativa sono i saperi, l’accesso all’esperienza della conoscenza e l’incontro con i compagni”.

Infine, il capitolo sull’intelligenza artificiale: “Proveremo a lavorarci di più con i ragazzi – spiega – perché, al di là dei rischi, essa rappresenta una straordinaria potenzialità per la riflessione critica degli studenti. Ciò che l’intelligenza artificiale produce è un testo emendabile, su cui ragionare, riconoscendo errori e difetti ed esercitando così quella capacità di vaglio che è davvero l’elemento decisivo per una cittadinanza piena”.

Marco Crimi