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Dalla notte del furto alla luce del museo: a Colle Val d’Elsa tornano le pagine dei corali di San Lucchese

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Sparite nel nulla per oltre quarant’anni, riemergono oggi come un tesoro salvato dal tempo: le 30 pagine miniate rubate nel 1982 tornano finalmente a Colle Val d’Elsa.

Un recupero storico, figlio di un’intuizione e di un’indagine durata mesi del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

Si tratta di opere realizzate tra 1200 e 1400 secolo, provenienti dai corali del convento di San Lucchese. Un patrimonio di enorme valore storico e spirituale, scomparso durante un furto. Il recupero è stato possibile grazie alla segnalazione di uno studioso d’arte: una foto. Quindi c’è stato il riscontro decisivo nella banca dati dei beni culturali sottratti, la più grande al mondo.

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Dopo il sequestro, le pagine sono state autenticate e analizzate dall’Opificio delle Pietre dure. Ora torna tutto al Museo Diocesano, in attesa della definitiva musealizzazione e di un nuovo percorso di valorizzazione che coinvolgerà Comune, Arcidiocesi, Università di Firenze e Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Per il sindaco Piero Pii, si tratta di un passaggio simbolico anche nel percorso verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura: “Questo recupero restituisce un patrimonio dal valore assoluto, un risultato di respiro internazionale che riporta alla città un frammento prezioso della sua storia”.

Il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, don Enrico Grassini, sottolinea il valore civile dell’operazione: “Cresce la consapevolezza che la cultura appartiene a tutti. Questi beni tornano a essere un linguaggio di pace e un patrimonio di valori umani di cui oggi abbiamo un bisogno profondo”.

Il comandante del Nucleo TPC, maresciallo capo Lorenzo Maria Collamati, ricorda il ruolo dei cittadini: “La restituzione è stata possibile grazie alla segnalazione di uno studioso che ha riconosciuto l’origine delle pagine. È la dimostrazione di quanto sia decisiva la collaborazione con la comunità per salvare beni di straordinario valore”.

Le pagine saranno ora al centro di nuovi studi, attività didattiche e di una mostra pubblica che ne renderà nuovamente possibile la fruizione.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi