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Dieci chiamate, mille segnali: Vanessa diventa il rifugio delle donne che chiedono aiuto, i numeri del progetto della Pubblica Assistenza

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“Avrei preferito un telefono silenzioso… e invece sono arrivate molte chiamate”. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le parole di Sara Giannini, presidente della Pubblica Assistenza di Siena, raccontano con una semplicità disarmante l’impatto che il progetto Vanessa ha avuto nei suoi primi mesi di attività. Un progetto voluto, preparato e costruito con cura, che oggi rappresenta un punto di ascolto sicuro per tutte le donne che vivono situazioni di abuso, paura o incertezza.

Da maggio, infatti, è attivo un numero telefonico raggiungibile 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, sempre presidiato e gestito da volontarie formate. “Il servizio non si è mai fermato: più di dieci chiamate, tutte diverse, tutte importanti. Il telefono non rimane mai incustodito: garantiamo una presenza costante e competente”, spiega Giannini. Le richieste arrivano da donne di qualsiasi età e nazionalità, perché il bisogno, continua, “non ha confini”. Ogni contatto, anche quello più breve, viene accolto con ascolto attento, rispetto e riservatezza.

Il progetto Vanessa nasce proprio da questo: dalla consapevolezza che molte storie di violenza non emergono nei luoghi formali, ma si rivelano attraverso piccoli segnali, intuizioni, sguardi che parlano più delle parole. Lo racconta bene Chiara Nucci, volontaria con anni di esperienza in ambulanza: “È capitato tante volte di incontrare donne che non dicevano nulla, ma capivi che dietro un malore fisico c’era qualcosa di più profondo… un dolore dell’anima. Vanessa ci permette di dare risposte anche a queste situazioni”.

Da qui la scelta di formarsi, di costruire competenze specifiche per stare accanto alle donne. Un percorso intenso che Francesca Lusini, volontaria da quindici anni, ha vissuto come un passaggio determinante: “Quando mi hanno proposto il corso ero titubante, pensavo che la mia esperienza bastasse. Ma questo progetto mi ha insegnato tantissimo: come relazionarmi, come ascoltare, come cogliere segnali che prima avrei potuto sottovalutare. Oggi ho una consapevolezza completamente diversa”.

Dopo la prima telefonata, viene fissato un appuntamento in completa riservatezza, per capire insieme la situazione e attivare, se necessario, la rete dei servizi territoriali, compreso il percorso Codice Rosa. Nessuna pressione, nessuna forzatura: sono i tempi della donna a guidare ogni passo.

In questi giorni, la sede della Pubblica Assistenza è stata illuminata di rosso, un gesto simbolico ma potente per ricordare alla città quanto sia urgente continuare a parlare di violenza di genere. E soprattutto quanto sia importante far sapere che un aiuto esiste, giorno e notte.

Perché, come ripete Giannini, “quel telefono sarebbe potuto restare muto. Ma non lo è stato. E questo vuol dire due cose: che c’è bisogno, e che noi ci siamo”.

Per contattare lo sportello si può chiamare lo 0577237253

Katiuscia Vaselli