Ecobonus, allarme di Ance Siena: “Con il blocco dei crediti crolla l’edilizia”

“Il Governo ha deciso di bloccare i crediti dedicati all’Ecobonus per cercare di arginare le truffe e le infiltrazioni mafiose, ma così facendo ha solo bloccato il lavoro degli imprenditori onesti”. Giannetto Marchettini, presidente di Ance Siena, tuona sulla questione Ecobonus, che da qualche mese sta preoccupando fortemente tutto il Paese. La procedura è semplice: alcune imprese edili, fittizie, aprono cantieri, fittizi anch’essi, solo per intascarsi i crediti disponibili grazie all’Ecobonus 110%. Il problema è che alla base della questione non ci sta solo una banale truffa architettata da chissà quale mente, ma si è radicato un vero e proprio business comandato dalla malavita organizzata.

“La provincia di Siena – commenta Marchettini – non sta registrando alcuna infiltrazione mafiosa all’interno dell’edilizia. Il problema sono i moltissimi cantieri aperti, già in stato di avanzamento, che adesso si sono bloccati a causa delle manovre del governo. Capisco la decisione di bloccare il tutto per cercare di risolvere il problema, ma per il momento il risultato è solo lo stop dei cantieri dei lavoratori onesti”.

L’Ecobonus, introdotto dal governo Conte, aveva dato un grande respiro a tutto il settore dell’edilizia, spingendo i privati a costruire e ristrutturare, creando una forte occupazione del suolo. Anche la provincia di Siena stava vivendo una grande stagione, con diversi cantieri aperti che adesso, però, si trovano fermi senza più fondi per poter portare avanti i lavori.

“Negli ultimi anni – continua il presidente di Ance Siena – il settore edile è cresciuto a vista d’occhio. Il problema è che molti di questi non erano reali imprenditori, ma titolari con sedi all’estero. La falla è dovuta alla semplicità con la quale le imprese edili potevano avere accesso ai crediti, senza alcun tipo di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. All’interno dell’edilizia circolano diversi soldi, basti pensare che la richiesta dei crediti per una ristrutturazione di una struttura di cinque unità abitative si aggira intorno al milione di euro”.

“Il problema dell’Italia – conclude – è la mancata qualificazione delle imprese nell’edilizia privata. Oggi, qualsiasi persona può recarsi alla Camera di Commercio, mettere una firma e far nascere una nuova impresa edile. Dobbiamo ripensare un nuovo regolamento che sia adeguato e soddisfacente. Come, per esempio, l’edilizia pubblica, che prima di dare in appalto un lavoro chiede tantissime garanzie e certificazioni di qualità da parte delle imprese. Così facendo riusciremmo a tutelare i lavoratori onesti che adesso si trovano in una situazione preoccupante, senza liquidità per portare avanti i lavori. La conseguenza, se non verrà trovata una soluzione al più presto, sarà lo stop dei cantieri e un crollo dell’edilizia privata”.

Niccolò Bacarelli