Ex Beko, Giani guarda al futuro: “Nei prossimi giorni vedrò Corradi, il sito deve produrre”
Condividi su
Ottant’anni di CNA da festeggiare, ma sul tavolo di Eugenio Giani le candeline lasciano presto spazio alle partite ancora tutte da giocare. Dal futuro del Monte dei Paschi alla reindustrializzazione della ex Beko, fino alla difesa dei punti nascita: il presidente della Regione Toscana, a Siena per l’anniversario dell’associazione degli artigiani, mette in fila alcuni dei dossier più caldi del territorio.
Il primo è quello di Mps, mentre le istituzioni senesi si preparano anche al tavolo di coordinamento con le forze economiche e sociali convocato per il 21 settembre. “È il momento di seguire attentamente ogni passaggio”, afferma Giani, indicando le priorità sulle quali Regione, Comune e Provincia si sono impegnati: “L’integrità del Monte dei Paschi, la tutela del brand che significa Monte Paschi Siena, la salvaguardia occupazionale, la sede” nel territorio senese.
Giani si sofferma anche sull’amministratore delegato Luigi Lovaglio. “Penso che Lovaglio abbia fatto un bel lavoro sul Monte dei Paschi”, afferma, ribadendo la necessità di osservare l’evoluzione della vicenda “per garantire integrità, salvaguardia occupazionale, garanzia del marchio e prospettive del Monte dei Paschi”.
Altra partita ancora aperta è quella della ex Beko di viale Toselli. Il prossimo appuntamento al Ministero delle Imprese è stato spostato all’8 ottobre e la ricerca di un progetto concreto di reindustrializzazione resta in corso. “Io mi affido molto alla personalità e alla capacità professionale di Corradi – dice Giani –. Lo vedrò nei prossimi giorni”. L’obiettivo indicato dal presidente è mantenere l’area produttiva: “Dobbiamo mantenere quel sito come sito manifatturiero, industriale con capacità produttiva”, cercando un settore capace di offrire prospettive più competitive.
Poi la sanità e il futuro dei punti nascita. Per Campostaggia Giani indica la strada di un’integrazione organizzativa con Siena che consenta di mantenere entrambi i presidi. Diverso il percorso immaginato per Nottola, dove la Regione punta sulla deroga alla soglia dei 500 parti. “Mi auguro” che il passaggio sotto quota 500 sia “episodico” e possa essere recuperato, spiega Giani, prima di fissare l’obiettivo politico: “Tutti i punti nascita che ci sono nella provincia di Siena li vogliamo salvaguardare”.
A fare da cornice resta l’artigianato. “È dal periodo del Rinascimento che l’artigianato di qualità, in tutte le sue espressioni, fa parte del Dna della Toscana”, sottolinea Giani, definendolo una tessera di quel mosaico che rende la regione “conosciuta e apprezzata in tutto il mondo”. Ottant’anni di CNA, dunque, con lo sguardo rivolto indietro solo per un momento: a Siena, per Giani, le questioni aperte guardano tutte al futuro.