Due milioni di euro per difendere Pienza dal rischio frane.
Le risorse sono state sbloccate dopo le piogge intense di fine gennaio, che hanno riacceso l’attenzione sulla fragilità del nostro territorio, che ha un sottosuolo caratterizzato dall’alternanza tra strati sabbiosi e livelli argillosi, una combinazione che, in presenza di molta acqua, può perdere stabilità e innescare movimenti lenti dei versanti.
Il finanziamento, di 2 milioni di euro, è stato approvato dal CIPESS, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, l’organismo del Governo che autorizza e coordina l’impiego delle risorse statali e dei fondi di coesione. Le risorse rientrano nei Fondi di Coesione 2021–2027 e riguardano direttamente la Città ideale
Gli interventi consentiranno di proseguire i monitoraggi e di realizzare opere di prevenzione e messa in sicurezza, con particolare attenzione all’area del Duomo di Santa Maria Assunta.
“Il fattore acqua è la variabile che può innescare o accelerare i movimenti di massa”, spiega Massimo Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale. “Per questo i progetti più efficaci partono dalla regimazione e dal drenaggio delle acque sotterranee, prima ancora della messa in sicurezza delle terre di superficie”.
Il quadro di riferimento è quello del nuovo Piano di Assetto Idrogeologico unico di Distretto (PAI), operativo da gennaio 2026, che introduce una cartografia omogenea della pericolosità e regole uniformi per l’uso del suolo. In Toscana sono censite 39.852 aree a pericolosità molto elevata (P4) e 108.927 a pericolosità elevata (P3).
A Pienza ampie porzioni del territorio rientrano nella classe di rischio massimo. Questo comporta vincoli stringenti: non sono consentite nuove edificazioni né interventi che possano aggravare la pericolosità. “La priorità va alla manutenzione e al consolidamento dell’esistente”, sottolinea ancora Checcucci, “e ogni opera che incida sulle condizioni di rischio è sottoposta al controllo vincolante dell’Autorità di bacino”.
“È centrale che l’intero processo, dalla conoscenza alla prevenzione fino alle opere, sia governato in modo unitario», evidenzia Checcucci. “Solo così si garantiscono omogeneità e coerenza nelle azioni, a beneficio della sicurezza dei territori e delle comunità”.
I fondi, scrive sui social il sindaco di Pienza Manolo Garosi, “consentiranno di realizzare il secondo stralcio dei lavori su Santa Caterina, con il consolidamento della piattaforma calcarea e la regimazione delle acque, dopo il primo stralcio già in corso sui terrazzamenti. Sarà inoltre possibile estendere il sistema di monitoraggio, collegando i sensori attualmente attivi sulla Cattedrale anche all’area di Santa Caterina”.