Chi l’ha detto che il Festival di Sanremo è solo ciò che accade dentro l’Ariston? Perché nella settimana dedicata alla canzone italiana, infatti, la città dei fiori si trasforma in un vero e proprio palcoscenico naturale, in cui vengono organizzati concorsi, sfilate, talent e numerosi eventi collaterali, ai quali prendono parte tantissimi appassionati e sognatori.
Tra loro, in questa edizione di Sanremo 2026, c’è anche il senese Giampaolo Scorzelli: musicista, cantante, contradaiolo dell’Aquila, conosciuto in città anche con il soprannome “Gota”. Giampaolo muove i primi passi da ragazzo nel mondo della musica come batterista e il percorso inizia con la sua band storica, per poi andare avanti con la sua voce e la sua chitarra da solista. Nel giorno della finale del Festival, dunque, Giampaolo Scorzelli avrà l’opportunità di esibirsi per un concorso conosciuto e seguito da tutti gli amanti sanremesi.
“Sono molto felice di questa opportunità – commenta Scorzelli -, perché mi permetterà di far conoscere la mia arte a numerose persone, anche al di fuori del territorio senese e toscano. Sono cresciuto con la musica e questa passione mi ha sempre accompagnato, quando lavoro, quando sono in contrada o a cena con i miei amici. Io, come molti sanno, lavoro alla Dolceria Due Ponti e ne vado fiero (ne approfitto per salutare tutti i ragazzi), ma continuo anche perseguire il mio sogno, spesso mettendo da parte anche quello che mi dicono le persone che non ci credono”.
Giampaolo, andrà a Sanremo con la sua chitarra e porterà i suoi pezzi, interamente scritti e composti da lui?
“Ho sempre amato il cantautorato – spiega Scorzelli – e tanti pezzi mi piace cantarli anche durante le serate in cui vado a suonare. Io suono e canto tutti i giorni, anche in casa, ma siccome abito in condominio, per non disturbare spesso a fare la mia arte alla Pizzeria dei Cappuccini, che ringrazio perché mi dà lo spazio per esercitarmi ed anche per intrattenere la gente”.
Hai una dedica particolare?
“Sono tante le persone che mi hanno aiutato nel percorso – commenta Giampaolo -, a partire dalla band, che quando iniziai era formata da persone veramente di livello e che mi hanno insegnato a stare sempre in campana. Vorrei fare una dedica anche a Diego dello studio di registrazione Gorilla Punch. Poi vorrei ringraziare una figura importantissima per la mia vita artistica e contradaiola, Roby Ricci, che è stata la persona la quale mi ha spinto a continuare con la musica nel momento in cui stavo per mollare. Ricordo benissimo quel momento, era il periodo poco prima della morte di Roberto e fu lui a spronarmi a continuare, con la sua chitarra: è stato il primo a credere in me, facendomi suonare nella sua commedia e mi ha accompagnato sempre. Infine, vorrei fare una dedica e ringraziare la mia famiglia, mio babbo e mia mamma che mi hanno insegnato ad elevare i pregi delle persone e non concentrarsi solo sui difetti e questo lavoro sto cercando di farlo anche con mio figlio Diego. Spero di onorare tutte queste persone a Sanremo”.