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Giornata della Memoria, il Prefetto agli studenti: “Ricordare per non ripetere. Democrazia e libertà vanno difese”

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La Memoria non è solo una ricorrenza. È un impegno civile che riguarda il presente e il futuro. È questo il messaggio che il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, ha affidato agli studenti della scuola Saffi nel Giorno della Memoria, con un intervento pensato per parlare ai più giovani in modo diretto e comprensibile.

“Ricordiamo uno degli eventi più tristi e più drammatici della storia dell’umanità – ha detto Romeo –. Il 27 gennaio si celebra perché nel 1945 i soldati russi liberarono il campo di sterminio di Auschwitz, aprendo le porte a migliaia di prigionieri”. Un passaggio che il prefetto ha usato per spiegare cosa fu quell’orrore meccanizzato, creato dal regime nazista per attuare un progetto di persecuzione fondato su un’ideologia razzista.

Romeo ha ricordato come quel sistema portò allo sterminio di milioni di persone. “Non solo gli ebrei – ha sottolineato – ma anche omosessuali, rom, disabili e altre minoranze furono perseguitati e uccisi perché considerati inferiori”. Un progetto che mirava, ha spiegato, “non solo a eliminare fisicamente le persone, ma anche a distruggere la dignità dell’essere umano”.

 

 

Nel suo intervento il prefetto ha richiamato anche le responsabilità del fascismo. “Nel 1938, con le leggi razziali, anche in Italia si stabilì che alcune persone fossero considerate di razza inferiore – ha ricordato –. Nelle scuole, bambini e ragazzi furono allontanati dalle classi solo per la loro origine”. Un esempio concreto per aiutare gli studenti a comprendere cosa significò, nella vita quotidiana, quella discriminazione.

La cerimonia si è svolta davanti alla lapide che ricorda Graziella e Marcella Nissim, sorelle di 14 e 20 anni, deportate insieme alla madre Gina Sadun il 6 novembre 1943 ad Auschwitz, da cui non fecero mai ritorno. Davanti alla lapide è stata deposta una corona di fiori. Alla commemorazione hanno preso parte anche il sindaco di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti.

Rivolgendosi direttamente ai ragazzi, Romeo ha voluto legare il passato ai valori del presente. “Il miglior modo per vivere nella nostra società è in uno Stato democratico e libero – ha detto –. I principi fondamentali sono libertà, democrazia ed eguaglianza. Tutti siamo uguali, indipendentemente dall’origine, dalla religione o dal colore della pelle. Lo dice anche l’articolo 3 della Costituzione”.

La giornata ha coinvolto tutte le scuole medie e superiori della provincia. In contemporanea, in molte classi gli studenti hanno letto brani tratti da Se questo è un uomo di Primo Levi, per trasformare il ricordo in conoscenza e consapevolezza.

Marco Crimi