Il caro vita torna a mordere: inflazione al 3,9% in Toscana secondo il report Bankitalia, famiglie sotto pressione

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La benzina pesa sul portafoglio, le bollette tornano a farsi sentire e fare quadrare i conti di casa diventa sempre più complicato. Il caro vita rialza la testa in Toscana, dove a settembre l’inflazione ha raggiunto il 3,9%, il livello più alto degli ultimi tre anni. A certificarlo è la Banca d’Italia nel rapporto sull’economia regionale pubblicato a novembre, che fotografa una crescita economica moderata, accompagnata però da un nuovo indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie.

A spingere i prezzi sono soprattutto energia e trasporti. Secondo Bankitalia, oltre due terzi dell’aumento dell’inflazione sono riconducibili ai rincari dei carburanti, delle spese per l’abitazione e delle utenze domestiche. Un’accelerazione cominciata ad aprile, in seguito al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alle conseguenze del blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz. A settembre l’inflazione toscana si è attestata al 3,9%, contro il 4,2% nazionale, raggiungendo il valore più elevato dal settembre 2023.

Il problema riguarda soprattutto le famiglie con redditi più bassi, che destinano una parte maggiore delle proprie risorse alle spese difficilmente comprimibili, come luce, gas e carburanti. E mentre il reddito nominale è cresciuto del 3% nel primo semestre del 2026, quello reale, cioè depurato dall’aumento dei prezzi, si è fermato allo 0,7%. In altre parole, gli stipendi e le altre entrate possono anche aumentare, ma una parte consistente degli incrementi viene assorbita dal costo della vita.

Nonostante questo, i consumi delle famiglie toscane sono cresciuti dell’1% in termini reali, sostenuti anche dal ricorso al credito e dalla spesa dei turisti stranieri. Il quadro economico regionale resta però caratterizzato da una crescita contenuta: nel primo semestre il prodotto della Toscana è aumentato dello 0,8%, mentre l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile.

E a Siena? Il rapporto della Banca d’Italia non fornisce un dato provinciale sull’inflazione, ma permette di osservare alcuni indicatori del sistema bancario locale. A giugno 2026 i prestiti nella provincia senese sono cresciuti appena dello 0,4% su base annua, mentre i depositi di famiglie e imprese hanno registrato un incremento dello 0,1%, raggiungendo i 7,525 miliardi di euro.

Ben diversa la dinamica dei titoli a custodia presso le banche, il cui valore è aumentato del 17,1% rispetto a giugno 2025, arrivando a 5,911 miliardi di euro. Si tratta della crescita più elevata tra le province toscane, superiore alla media regionale del 12,2%. Un incremento che riflette anche l’andamento dei mercati finanziari e che non coincide necessariamente con nuovi risparmi investiti.

Il quadro che emerge è dunque quello di una Toscana che continua a crescere, ma nella quale il ritorno dell’inflazione rischia di ridurre i benefici economici per le famiglie. Una pressione che riguarda anche il territorio senese, pur in assenza di una rilevazione provinciale specifica sui rincari.