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Irpet 2026, luci e ombre dell’economia toscana: vola l’export con la farmaceutica, moda sotto pressione

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Manifattura in rallentamento e filiera moda sotto pressione. Anche se Siena non è citata direttamente nel Rapporto annuale Irpet 2026, la fotografia dell’economia toscana restituisce dinamiche che riguardano da vicino il nostro territorio senese: fragilità industriale, tensioni nella subfornitura e, al tempo stesso, segnali di tenuta legati a export, turismo e investimenti pubblici.

Il rapporto, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati, stima per il 2025 una crescita del Pil toscano dello 0,8%, superiore al +0,6% nazionale. Per il 2026 la previsione è dello 0,7%, in linea con l’Italia. A sostenere la crescita sono soprattutto i consumi delle famiglie, mentre resta modesto il contributo degli investimenti e negativo quello del saldo estero.

Il comparto più esposto resta la manifattura. Nel terzo trimestre 2025 la produzione industriale segna -1,8% su base annua. A novembre si registra un rimbalzo dell’1,8% rispetto a ottobre e una stabilizzazione su base tendenziale, ma Irpet invita alla cautela: non si può ancora parlare di inversione strutturale. L’indice della produzione, posto pari a 100 nel 2015, oggi si attesta intorno a 92. Un dato che interessa anche la provincia di Siena, dove la componente manifatturiera continua ad avere un peso significativo.

Sul fronte del lavoro, l’occupazione dipendente cresce dell’1,6% nel terzo trimestre e il saldo tra avviamenti e cessazioni è positivo per 65 mila posizioni tra gennaio e settembre. Calano però le nuove assunzioni (-3,7%) e aumenta il ricorso alla cassa integrazione, +20% rispetto allo stesso periodo del 2024, con particolare intensità nel sistema pelle-cuoio-calzature. Un elemento che richiama le difficoltà della filiera moda, presente anche nel tessuto produttivo senese.

Nel comparto moda, solo il 13% delle imprese prevede un aumento del fatturato nel 2026, mentre oltre un quarto si attende una diminuzione. Il 55% non ha effettuato investimenti nel 2025 e un’impresa su quattro prevede di ridurli ulteriormente. L’83% segnala pressione sui prezzi e il 62% debolezza della domanda. Indicatori che descrivono una fase di riorganizzazione strutturale della filiera.

A compensare il rallentamento industriale contribuisce l’export. Nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni toscane crescono del 14,7%, con un +25,5% nel solo terzo trimestre. A trainare è soprattutto la farmaceutica, che registra un +138% nel terzo trimestre, dato che Irpet invita a leggere con cautela per possibili effetti legati alla riorganizzazione delle multinazionali. Segnali di ripresa arrivano anche dalla moda: calzature +22,8%, abbigliamento +17,4%, maglieria +17,1%, cuoio e pelletteria +9,6%.

Il turismo conferma la tendenza positiva degli ultimi anni, con un +2,5% di presenze nel 2025, sostenuto soprattutto dalla componente straniera (+3,8%). Un elemento rilevante per un territorio come quello senese, fortemente legato al turismo culturale e rurale.

La seconda parte del rapporto è dedicata a manovra finanziaria e PNRR. In Toscana risultano attivi circa 21 mila progetti per un valore complessivo di 12 miliardi di euro, con uno stato di avanzamento del 73%, che sale all’80% per le opere pubbliche comunali. Secondo le stime Irpet, il PNRR determina un aumento medio annuo del Pil regionale di 1,3 punti percentuali e dell’occupazione dell’1,8%, a cui si aggiungono ulteriori 0,5 punti di Pil e 0,6 sull’occupazione grazie alla programmazione comunitaria.