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Mps, 34 miliardi per Bpm e Banca Generali. Rocca Salimbeni punta a creare il “nuovo campione nazionale”
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Trentaquattro miliardi sul tavolo per cambiare la geografia bancaria italiana. Monte dei Paschi scopre definitivamente le carte e lancia la sua doppia offensiva su Banco Bpm e Banca Generali: due offerte in azioni per complessivi 34 miliardi di euro con un obiettivo che Rocca Salimbeni mette nero su bianco, creare un “nuovo campione nazionale”. Un gigante che, se il progetto arriverà fino in fondo, diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo.
Dopo il via libera del consiglio di amministrazione, Mps ha ufficializzato le due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, sull’intero capitale di Banco Bpm e Banca Generali. La prima vale circa 25,3 miliardi di euro, la seconda circa 8,7 miliardi. Non è previsto un pagamento in contanti: agli azionisti delle due società vengono offerte nuove azioni del Monte.
Per Banco Bpm il rapporto è di 1,567 nuove azioni Mps per ogni titolo, corrispondente a una valutazione di 16,729 euro per azione. Per Banca Generali vengono invece offerte 6,958 azioni Mps per ogni titolo, per una valutazione di 74,284 euro ad azione e un premio del 10% rispetto alle quotazioni del 19 agosto.
È soprattutto nelle dimensioni del progetto che emerge l’ambizione di Rocca Salimbeni. Mps parla espressamente della creazione di un «nuovo campione nazionale di riferimento», capace di riunire banca tradizionale, consulenza finanziaria, gestione dei patrimoni e servizi alle imprese. Nel disegno entra anche Mediobanca, la cui integrazione con Mps è già in corso.
Se entrambe le offerte venissero completate, il gruppo allargato diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo: circa 466 miliardi di euro di attivi, 245 miliardi di finanziamenti alla clientela, 315 miliardi di raccolta diretta e soprattutto 810 miliardi di attività finanziarie complessive.
Il Monte quantifica anche i vantaggi economici attesi dall’operazione: circa 2,6 miliardi di euro l’anno tra risparmi e maggiori ricavi, dei quali 800 milioni collegati all’integrazione di Mediobanca. L’operazione avrebbe però anche costi una tantum per circa 2,5 miliardi, previsti tra il 2027 e il 2029.
C’è poi la supercedola da 4 miliardi di euro destinata agli attuali azionisti Mps. La proposta prevede 1,208 euro lordi per azione: complessivamente un miliardo in contanti e circa tre miliardi attraverso azioni Generali. La distribuzione dovrà essere approvata dagli azionisti e resta legata all’efficacia di almeno una delle due offerte.
Proprio Banca Generali assume un ruolo strategico che va oltre la singola acquisizione. Mps definisce l’aggregazione “un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali”, con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità comuni.
In caso di adesione totale a entrambe le offerte, considerando anche gli effetti della fusione con Mediobanca, gli attuali soci Mps avrebbero circa il 50,1% del nuovo gruppo, quelli di Banco Bpm il 37,2% e gli azionisti di Banca Generali il 12,7%.
La strada resta comunque lunga. L’appuntamento decisivo è fissato per il 29 ottobre, quando l’assemblea degli azionisti Mps sarà chiamata ad approvare le offerte e la distribuzione straordinaria. Serviranno inoltre le autorizzazioni delle autorità competenti e, per ciascuna offerta, adesioni pari ad almeno il 50% del capitale più un’azione della società interessata. L’obiettivo dichiarato dal Monte è completare l’intera operazione entro metà febbraio 2027.