Mps, la premier Meloni: “Valutiamo la cessione delle quote, ma non c’è fretta”
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“Oggi noi deteniamo meno del 5 per cento delle quote di Mps, quindi vogliamo cedere, non escludo che le cederemo, ma non c’è nessuna fretta”. Parole che chiariscono la linea del Governo sul futuro di Monte dei Paschi: nessuna accelerazione e nessuna uscita forzata, ma una gestione graduale dell’ultima partecipazione pubblica nella banca.
Le ha espresse la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla conferenza organizzata a Roma dall’Ordine dei Giornalisti. Nel suo intervento la premier ha precisato anche la posizione dell’esecutivo sul possibile terzo polo bancario. Un’ipotesi giudicata potenzialmente utile per il sistema creditizio italiano, ma sulla quale il Governo non ha strumenti di intervento diretto, dal momento che lo Stato non esercita più un controllo su Rocca Salimbeni. “Siamo arrivati e lo Stato deteneva il 64 per cento di Mps. Abbiamo fatto un lavoro serio, oculato, che ha consentito una rivalutazione delle azioni di Monte dei Paschi – la rivendicazione di Meloni -. Quando ci siamo insediati le azioni di Mps valevano circa 2 euro ciascuna, oggi valgono circa 8 euro ciascuna”.
“Questo significa anche che – ha proseguito-, quando poi abbiamo dato seguito a quell’impegno che al tempo venne preso con la Commissione europea di vendere e di scendere sotto il 20 per cento, abbiamo anche portato nelle casse dello Stato circa due miliardi e mezzo”.
Spazio nella conferenza anche all’inchiesta milanese sul dossier Mps–Mediobanca. “Non sono preoccupata per l’inchiesta in corso, tra l’altro mi pare che anche la Procura abbia detto che, per quello che riguarda il Governo, nelle azioni del Governo non c’è niente di illegittimo”, ha concluso.