Nikita, da monaco a drag queen: “Voglio morire con i tacchi”

Un incontro che lascia il segno quello con Nikita, prima drag queen del BeQueer di Perugia e alter ego di Michele Magno, 38 anni, organista di origine pugliese che vive in Umbria già da tempo, alternando la sua vita tra due mondi diversi ma estremamente collegati, vivendoli entrambi con tutta la passione possibile. L’aperitivo organizzato dal Movimento Pansessuale di Siena al caffè La Piazzetta di Gianluca de Colli, Manuela Petri e Sonia Gambini ci riserva una casualità che cogliamo al volo e lei si concede ben volentieri, sedendosi con noi nella sala Prestige del locale.

Inizia tutto con una intervista video dove Nikita ci racconta i suoi primi passi, la nascita della sua passione e accenna ad un passato “birichino”. L’intervista prosegue con una lunga chiaccherata che precede lo spettacolo di Nikita durante l’aperipan, una delle tante attività del Movimento Pansessuale, associazione nata nel 2009 e divenuta Arci nel 2011, che lavora assiduamente per difendere i diritti LGBTQI nel territorio senese e in tutta la Toscana

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Ci hai parlato di un passato da monaco benedettino…

“Nikita nasce nel ’98, ma nel mondo di Michele c’era un vuoto dovuto ad una grande delusione sentimentale. Difficile da credere, ma nel 2002 ho avuto la vocazione ed ho preso i voti. La mia fede si è mantenuta anche quando mi sono accorto delle ombre che si muovevano all’interno della comunità – ti basti pensare che sono stato anche all’abbazia di Montecassino e ho conosciuto bene quell’abate, Pietro Vittorelli – , ragione per la quale ho smesso i panni del monaco e mi sono dedicato completamente a Nikita. Ho conosciuto religiosi ‘santi’ e religiosi che di santo non avevano nulla, ho un credo fortissimo ma la mia fiducia nella chiesa è barcollante”.

Con il tuo lavoro assisti spesso ad episodi di omofobia? Come la combatti?

“L’arma più grande per combattere l’omofobia è la conoscenza. La mia è un’arte, non perché sono gay ma perché è il mio lavoro: in quanto arte, ho il compito di trasmettere un messaggio ed è l’obiettivo che voglio raggiungere in ogni mio spettacolo, ogni volta che parlo o che partecipo ad una serata. Con questo ho fatto fatto capire a persone omofobe che non non andiamo a invadere la loro sessualità. A mio avviso, gli omofobi hanno una grande omosessualità repressa”.

Ci sono tenebre nel mondo delle drag queen?

“No, nessuna tenebra, se vivi nel modo giusto. Il lavoro che faccio mi ha portata a vedere tante sfaccettature del mio ambiente, mi sono dovuta avvicinare a mode come droghe o alcool, ho provato ma non mi interessa. Ho tanti amici, però, che si sono rovinati”.

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Ultimamente la politica ha parlato tanto di diritti omosessuali. Non trovi che alla fine siano strumentalizzazioni delle quali il mondo omosessuale farebbe volentieri a meno?

“Ogni parte politica ha i propri interessi e sì, spesso sono eccessi che non colgono le nostre voci e le nostre necessità ma anzi, spesso ci allontanano dalla polemica. Bisogna essere chiari e trasparenti in ogni situazione, l’eccesso si crea quando vai ad invadere la libertà altrui, proprio come quando vedo esibire seni e sederi con mancanza di pudore: noi siano artisti, non circensi”.

Matrimoni e adozioni sono un argomento molto trattato, cosa ne pensi?

“Il discorso che riguarda matrimoni e adozioni sarebbe lunghissimo. Nella mia vita ho imparato vivendo, facendo esperienze che non hanno richiesto corsi o istruzione e quando hai la libertà di prendere il bello delle cose senza trovare un muro, allora ci siamo. Questo vale anche per i nostri diritti, sarebbe una bella vittoria per la nostra Italia, sopratutto dovremmo imparare a non dire ‘mi fai schifo’ ma ‘non condivido’, senza comunque impedire la libertà del singolo”.

Hai una famiglia che appoggia le scelte fatte nel corso della tua vita?

“La mia famiglia mi ha visto in tutti i colori, dal monaco alla drag queen e mi hanno sempre sostenuto in tutto”!

Come ci si sente a metà tra il bianco e il nero?

“Ci si sente a volte stonati, a volte felici. Voglio portare avanti la mia passione senza ferire nessuno, ho una fortissima fede in Dio e gli chiedo sempre di aiutarmi a non far soffrire chi ho intorno, è la cosa più importante per me”.

Qual è il desiderio di Nikita?

“Vorrei morire con i tacchi”.

Katiuscia Vaselli