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Oristano pronta per la Sartiglia: superati gli ostacoli del decreto Abodi, si corre senza caschetti

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Finalmente la Sartiglia, dopo alcune giornate complesse, è salva nell’integrità della sua antica tradizione; la conferma è arrivata nel fine settimana, suggellata dalla conferenza stampa del sindaco Sanna.

È stato un percorso non semplice: il prefetto Angieri si era espresso in maniera perentoria sulla necessità di un’applicazione integrale del decreto Abodi, cosa che avrebbe obbligato i cavalieri a indossare casco e tartaruga, misure che avrebbero cozzato con le particolarità dei costumi.

È iniziato così un braccio di ferro tra Comune e Prefettura, risolto anche grazie al supporto del deputato Mura e del sottosegretario ministeriale Barbaro, il cui intervento è stato fondamentale e ha permesso all’ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) di inserire la giostra oristanese nel gruppo di manifestazioni previste dal comma 2 dell’articolo 2 del decreto Abodi.

In questa settimana si dovrebbe tenere un incontro interministeriale in cui iniziare a mettere mano al decreto per adattarlo alle esigenze delle varie manifestazioni, tenendo conto di peculiarità e tradizione.

L’ASI è un ente di promozione sportiva e un’associazione di reti associative del terzo settore e questo fa riflettere.

Assodato che in tema di benessere e sicurezza animale anche a Oristano le procedure sono rigide e consolidate, la considerazione da fare — che si allarga anche su Siena — è che le lacune del decreto sono evidenti, non tenendo conto delle singole manifestazioni e delle loro particolarità all’interno di tradizioni forti che, per essere salvate in extremis, rischiano di essere sminuite nella loro identità secolare.

Eleonora Mainó

Foto di Antonio Cinotti