Pasolini nelle Crete Senesi con pennelli e colori: inaugurata la mostra a Serre di Rapolano

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Prima ancora della macchina da presa e delle pagine dei suoi romanzi, c’erano anche tele, colori e pennelli. È il Pasolini meno conosciuto, quello pittore, il protagonista della mostra “Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone”, inaugurata oggi, sabato 10 ottobre, al Museo dell’Antica Grancia di Serre di Rapolano. Un viaggio tra dipinti, autoritratti, libri e immagini che racconta il rapporto dell’intellettuale con la terra e i suoi abitanti. L’esposizione aprirà al pubblico domani, 11 ottobre, e resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027.

Promossa dal Comune di Rapolano Terme insieme alla Fondazione Musei Senesi e ad altri partner culturali, la mostra è curata da Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti. L’obiettivo è riportare alla luce una parte meno nota della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini, mostrando quanto la pittura abbia influenzato anche il suo cinema e la sua scrittura.

“Tra tutte le discipline, quella di pittore è meno conosciuta, ma è parte integrante della sua produzione”, spiega la curatrice Daniela Ferrari, sottolineando come la formazione visiva dell’intellettuale abbia lasciato tracce profonde nel suo linguaggio cinematografico.

Il percorso espositivo si apre con una sezione dedicata alla biblioteca personale di Pasolini, attraverso prime edizioni dei suoi scritti e volumi appartenuti alla sua raccolta, provenienti dal Gabinetto Vieusseux di Firenze. Accanto alle opere dell’autore trovano spazio libri di Elsa Morante, Alberto Moravia e Giorgio Bassani, oltre a fotografie e documenti che ricostruiscono i luoghi della sua vita.

Il cuore della mostra è dedicato ai dipinti e ai disegni. Tra le opere esposte figurano l'”Autoritratto con la vecchia sciarpa” del 1946, i ritratti di amici e intellettuali come Alberto Arbasino e Giuseppe Zigaina e uno studio dedicato a Maria Callas.

Particolare attenzione è riservata al rapporto con Zigaina, pittore friulano e amico di Pasolini, e ai paesaggi della laguna di Grado, dove il regista girò alcune scene di “Medea”. Proprio in quel periodo sperimentò tecniche pittoriche insolite, utilizzando anche sabbia, colla e spumante.

La mostra comprende inoltre contributi audiovisivi, tra cui “Pasolini e la forma della città” e “Pasolini. Il corpo e la voce”, oltre a “Omelia Contadina”, opera cinematografica di Alice Rohrwacher e JR dedicata alla scomparsa del mondo agricolo tradizionale.

Non è casuale la scelta dell’Antica Grancia, edificio storicamente legato all’agricoltura e al complesso del Santa Maria della Scala. La sede, recentemente restaurata, permette di collegare le riflessioni di Pasolini sul paesaggio e sul mondo contadino alla storia delle Crete Senesi.

“L’Antica Grancia rappresenta un luogo di forte vocazione storica e sociale che abbiamo recentemente riqualificato e valorizzato come spazio di cultura e di confronto contemporaneo”, sottolineano il sindaco Alessandro Starnini e l’assessora Giulia Russo.

L’esposizione, accompagnata da un catalogo edito da Sillabe, sarà aperta il venerdì dalle 15 alle 18.30 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.

Un Pasolini diverso da quello che siamo abituati a conoscere, raccontato attraverso immagini e colori che restituiscono un altro volto della sua ricerca artistica.