PayCare in consiglio comunale, il sindaco: “Non solo ammortizzatori, serve un futuro vero”
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Su PayCare “al tavolo ministeriale è stato definito un pacchetto di strumenti che comprende ammortizzatori sociali, mobilità volontaria incentivata, modifiche dell’orario di lavoro e, dove possibile, percorsi di ricollocazione” e in Regione “è stato definito un accordo di progetto che prevede orientamento, accompagnamento al lavoro, formazione, qualificazione professionale e certificazione delle competenze”.
Così il sindaco Nicoletta Fabio in merito alla vertenza, rispondendo all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Lorenza Bondi e del consigliere dell’Udc-Nuovo Psi Marco Falorni.
Bondi ha definito la vicenda “dolorosa” e figlia di una crisi che “viene da lontano, tra passaggi societari e cessioni che hanno progressivamente ridotto l’organico”. Bondi ha sottolineato che “dietro questi numeri ci sono persone e famiglie” e ha spiegato che l’obiettivo dell’interrogazione era quello di “mantenere alta l’attenzione istituzionale e mediatica su una vertenza che riguarda la dignità del lavoro”.
Nel dispositivo, il consigliere azzurro ha chiesto se fosse stata attivata la cassa integrazione guadagni straordinaria e “quali percorsi di politiche attive del lavoro siano stati concordati con la Regione, perché non basta sapere che c’è la cassa: serve capire cosa succede dopo”.
Nella risposta, il sindaco Nicoletta Fabio ha inquadrato PayCare come una crisi che riguarda prima di tutto le persone. “Parliamo di lavoratori e lavoratrici con i quali mi confronto fin dall’inizio del mandato”, ha detto, ricordando che si tratta di “un settore, quello dei call center, troppo spesso trattato come periferico, quando invece incide direttamente sulla dignità del lavoro e sulla tenuta sociale delle famiglie”.
Fabio ha ribadito che “questa crisi non nasce oggi”, ma è il risultato di “anni di passaggi societari e progressivi ridimensionamenti, fino all’attuale fase di cessazione delle attività”. Sul piano operativo, il sindaco ha confermato che “la società ha avviato la procedura per la cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività a partire dal primo gennaio 2026, per coprire la fase di transizione”.
Il primo cittadino ha poi richiamato il lavoro svolto a livello nazionale e in Regione.
Ma il passaggio più politico è stato l’avvertimento sugli ammortizzatori. “Dodici mesi di cassa integrazione, se non agganciati a opportunità concrete, rischiano di diventare un parcheggio”, ha affermato il sindaco. “Un parcheggio vitale per tante famiglie, ma dal quale dobbiamo lavorare tutti insieme per uscire verso un obiettivo lavorativo concreto”.
Fabio ha quindi rivendicato il ruolo del Comune: “Continueremo a lavorare con sindacati, Regione e Governo nazionale, perché nelle crisi industriali il livello nazionale può mettere a disposizione strumenti decisivi”. E ha ricordato anche il possibile coinvolgimento di Confindustria e l’ipotesi di un tavolo locale per allargare la rete degli attori coinvolti.
In replica, Bondi si è detta sostanzialmente soddisfatta, ma ha ribadito la necessità di trovare soluzioni rapide e concrete. “Parliamo di circa 35 persone: un numero che dovrebbe consentire di cercare tutte le strade possibili per garantire un futuro lavorativo”, ha detto, sottolineando che “anche un solo euro che riguarda Siena è un euro che va difeso, perché serve ai cittadini e a costruire il futuro della città”.