Pienza, aumenta il costo del servizio rifiuti ma la Tari non sale

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Nonostante l’aumento del costo del servizio di gestione dei rifiuti, nel 2026 la cittadina di Pienza non dovrà fare i conti con un incremento generalizzato della Tari. È quel che emerge dal Piano Economico Finanziario approvato dal Comune, che registra un aumento di spesa del +2,19% compensato però dall’attività di recupero dell’evasione fiscale, dall’ampliamento della base imponibile e da specifiche misure di efficientamento.

Di seguito il comunicato stampa diffuso dallo stesso Comune.

Quadro generale e costi del servizio (Piano Economico Finanziario Ato Toscana Sud)

Il Piano Economico Finanziario validato dall’Ato Toscana Sud per l’anno 2026 registra un incremento della spesa complessiva per il servizio di gestione dei rifiuti nel Comune di Pienza.

  • Costo Totale Pef: Passa da € 860.130,00 (2025) a € 878.926,00 (2026), con un incremento lordo di € 18.796,00 (+2,19%).
  • Corrispettivo Gestore: Le prestazioni di servizi da riconoscere al gestore registrano una crescita più marcata, passando da € 808.197,00 a € 835.303,00, con un aumento di € 27.106,00 (+3,35%).

L’efficace azione di efficientamento del Comune e i meccanismi di premialità hanno permesso di contenere l’incremento finale della spesa da coprire con la Tari a € 18.196,00 (+2,12%).

Le strategie di mitigazione del costo (Politiche di recupero)

Per evitare che lo scostamento dei costi del gestore ricadesse interamente sulla cittadinanza, l’Amministrazione Comunale ha inserito specifiche leve finanziarie derivanti dal contrasto all’evasione e dalla fiscalità di scopo:

  • Valorizzazione Proventi Imposta di Soggiorno: Sono stati valorizzati € 10.810,00 provenienti dalle attività di accertamento e recupero dell’imposta di soggiorno. Tali risorse finanziano direttamente in uscita la quota di servizi aggiuntivi del gestore legati ai flussi turistici.
  • Bonus Premiale Ato Toscana Sud: L’Autorità d’Ambito ha riconosciuto al Comune di Pienza una detrazione d’ufficio dal Pef di circa € 8.000,00. Il bonus rappresenta un premio ufficiale per l’elevata capacità dimostrata dall’Ufficio Tributi comunale nel recupero della Tari non versata negli anni precedenti.

Ampliamento della base imponibile: il lavoro dell’Ufficio Tributi

La vera azione strutturale che neutralizza l’aumento dei costi è rappresentata dall’allargamento della base imponibile (superfici e contribuenti) ottenuto tramite la costante attività di accertamento ed emersione del sommerso condotta dagli uffici.

Si evidenzia infatti il Recupero Superfici (Metri Quadrati): Sono stati censiti ed inseriti a ruolo 17.000 mq aggiuntivi, distribuiti in +11.000 mq per le utenze non domestiche e +6.000 mq per le utenze domestiche.

Impatto reale sulle tariffe dei cittadini (Effetto leva)

La ripartizione del carico finanziario a Pienza prevede che il 63% del costo sia sostenuto dalle Utenze Non Domestiche (attività economiche, commerciali, ricettive) e il 37% dalle Utenze Domestiche (famiglie).

Grazie all’aumento dei metri quadrati accertati, la matematica tariffaria produce un effetto redistributivo vantaggioso per i contribuenti storici:

  • Utenze Non Domestiche (Quota 63%): A fronte di una quota di aumento dei costi pari a € 11.463,48, la superficie tassabile della categoria cresce del +10,76%. Di conseguenza, la tariffa media al metro quadro per le imprese e le attività del territorio diminuisce del -7,74%.
  • Utenze Domestiche (Quota 37%): A fronte di una quota di aumento dei costi pari a € 6.732,52, la superficie totale delle abitazioni cresce del +3,14%. La tariffa media al metro quadro per le famiglie diminuisce dello -0,92%.

Nota politica conclusiva: Nelle bollette dei singoli contribuenti non si registreranno aumenti generalizzati. Si verificheranno esclusivamente variazioni minime di pochi euro (in aumento o in diminuzione), legate alla rimodulazione della quota variabile basata sul numero dei componenti del nucleo familiare.

Conclusioni politiche

I dati dimostrano empiricamente il principio del “pagare tutti per pagare meno”. L’aumento dei costi dei servizi e dei fattori inflattivi imposto dall’autorità d’ambito è stato interamente assorbito dall’efficientamento della macchina comunale. L’azione politica di questa Amministrazione non ha previsto scorciatoie di aumento della pressione fiscale, ma ha puntato sul lavoro di equità fiscale, premiando la cittadinanza virtuosa e le attività economiche di Pienza con tariffe stabili e, in molti settori produttivi, in netta riduzione.

È fondamentale tuttavia evidenziare una criticità di fondo: a livello nazionale, il costo reale del servizio è decisamente più alto di quanto risulti dai singoli PEF comunali. I rigidi algoritmi e il limite di legge imposto alla crescita tariffaria impediscono ai costi effettivi di essere interamente valorizzati all’interno del piano economico finanziario, lasciando fuori cifre molto importanti.

Poiché la grande maggioranza delle spese è strettamente inerente ai costi fissi degli impianti di smaltimento e all’erogazione dei servizi aggiuntivi essenziali sul territorio, l’Amministrazione auspica fermamente che si giunga presto a una profonda revisione del metodo di calcolo, affinché lo strumento rispecchi con maggiore realismo e sostenibilità l’effettiva struttura dei costi industriali del servizio.