Ricandidatura di De Mossi, la palla è tornata in mano al sindaco: i prossimi giorni saranno decisivi

I prossimi saranno giorni fondamentali e alla fine probabilmente decisivi relativamente alla ricandidatura o meno del sindaco Luigi De Mossi per le prossime elezioni comunali senesi del 2023. L’incontro romano con i vertici nazionali dei partiti del centrodestra non è andato male per il primo cittadino. Che da Giovanni Donzelli, Matteo Salvini e company non ha ricevuto un benservito, un “Grazie di tutto ma arrivederci e rimaniamo buoni amici” quanto piuttosto un invito a far conoscere le sue decisioni sulla questione e quindi sulla sua volontà a ricandidarsi. De Mossi rimane un civico, come lui ha ricordato tantissime volte in questi anni, e da civico (quindi da non iscritto a nessun partito di centrodestra) dovrà dire cosa a questo punto intende fare. Il primo cittadino si è preso alcuni giorni per riflettere e per fare adesso delle valutazioni anche personali non solo sulla campagna elettorale ma anche sull’impegno che potrà attenderlo qualora si ricandidasse e alla fine vincesse le amministrative rimanendo così altri cinque anni a palazzo pubblico.

Nelle ultime settimane quando i partiti del centrodestra senese sembravano allontanarsi da lui pareva invece sempre più evidente la volontà di De Mossi a ricandidarsi. E questa sembrerebbe a questo punto la strada che il primo cittadino parrebbe intenzionato a prendere. A quel punto sarebbe certamente difficile per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non puntare nuovamente su di lui per, magari, andare a puntare su un altro candidato civico, proprio come De Mossi. Le valutazioni in questi giorni proseguono, a Siena come a Roma. La palla però è ora tornata in mano al sindaco e dovrà essere lui a fare la prossima mossa: che è quella di comunicare la sua decisione.

Il centrosinistra, intanto, è tornato a riunirsi. Il tavolo riconvocato dal segretario comunale del Pd Massimo Roncucci è tuttavia “a metà”, senza alcune parti certamente importanti: alle due nuove riunioni che sono state effettuate nelle ultime due settimane mancavano infatti Italia Viva (che minaccia di rompere l’alleanza con il Partito democratico anche nel governo regionale) e il Movimento 5 Stelle. Il tutto è ovviamente frutto di quello che è successo a Roma, con la caduta del governo Draghi e con una campagna elettorale per le politiche nazionali che ha visto tutte queste forze divise, su piani differenti. Al tavolo del centrosinistra non era presente neppure Azione, che tuttavia non aveva partecipato nemmeno agli incontri effettuati prima di luglio. Italia Viva e Azione ormai hanno preso una strada comune: lo hanno fatto già a Roma e con una nota congiunta dei vertici regionali dei due partiti hanno annunciato di voler fare la stessa cosa anche nelle amministrative che si terranno in Toscana nel 2023.

Al tavolo del centrosinistra c’erano quindi esponenti del Partito democratico, del “gruppo primarie” di Ernesto Campanini, i rappresentanti di Sinistra Italiana, del Partito socialista italiano, di Articolo Uno Siena, di Europa Verde, di Liberi Solidali Progressisti, e di Sinistra Civica Ecologista.

Dopo il rifiuto dell’ormai ex rettore dell’Università degli studi di Siena Francesco Frati per una candidatura a sindaco per la coalizione di centrosinistra (“Quello non è il mio mestiere”, sono state le sue dichiarazioni) si è aperta una partita nuova. Roncucci ha confermato, intanto, le chiacchierate informali avute da esponenti della coalizione con Frati: chiacchierate non andate a buon fine.

A questo punto è difficile che il centrosinistra non arrivi alle primarie per la scelta del proprio candidato sindaco: anche perché questo metodo per la scelta viene richiesto da Ernesto Campanini (a gran voce), da Massimo Vita e anche da una buona parte del Pd stesso, sia nel gruppo attorno a Giulia Mazzarelli che dall’ex sindaco Bruno Valentini.

In caso di primarie sono tanti i nomi di esponenti politici locali che potrebbero prendervi parte: sicuramente Ernesto Campanini, quasi sicuramente Massimo Vita, mentre il capogruppo del Pd in consiglio comunale Alessandro Masi ci pensa da tempo. Poi si fanno i nomi della ex vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, mentre una parte del Pd senese ha chiesto la disponibilità anche dell’ex assessore comunale Anna Ferretti.

Rimane la forte e grande incognita del Terzo Polo. Cosa faranno Italia Viva e Azione? La nota congiunta dei vertici regionali sembra indicare una strada autonoma rispetto al centrosinistra. Renziani e calendiani sono ormai stretti e uniti, vanno verso una federazione, non è semplice in questa fase pensare ad una riconciliazione con i partiti di centrosinistra anche se in politica tutto può accadere e sei mesi sono un arco temporale assai lungo. Teoricamente una “riappacificazione” potrebbe avvenire con la partecipazione di un esponente del Terzo Polo alle primarie del centrosinistra: potrebbe farlo il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli oppure Paola Piomboni, che è una dei due coordinatori comunali del partito.

Ma al momento pare più probabile che il Terzo Polo possa arrivare a presentare un proprio candidato autonomo alle amministrative: magari proprio Paola Piomboni, oppure che si realizzi una convergenza su Emanuele Montomoli, che da tempo si è autonomamente autocandidato a sindaco come civico.

Chi invece la sua strada l’ha già tracciata da tempo e la sta percorrendo è Fabio Pacciani: che con il suo gruppo di liste civiche sta già effettuando incontri con i cittadini e il cui volto compare già in manifesti pubblicitari per le strade della città. È il candidato sindaco che è partito per primo e che sta già viaggiando a buona velocità: una scelta che potrebbe fargli guadagnare molti voti quando si arriverà alle urne.

Gennaro Groppa