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Sartiglia tra stelle e silenzi: il vero volto oltre la corsa, ecco la comunità dietro la pariglia di Su Componidori

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Con l’ultimo passaggio della pariglia di Su Componidori si chiude l’edizione 2026 della Sartiglia.
Dieci le stelle infilate nella giornata di martedì grasso per il Gremio dei Falegnami, 16 invece quelle di domenica per il Gremio dei Contadini.

Tutte le incertezze della vigilia si sono sciolte nella ritualità della giostra oristanese: una serie di passaggi ritmati dalla tradizione in cui Su Componidori (Daniele Mattu per la domenica e Graziano Pala per il martedì) si trasforma nel semidio, padrone della città e capocorsa. A lui spetta guidare la giostra; dalle sue scelte dipendono l’esito della Sartiglia e il suo significato simbolico di buon auspicio. Da lui tutti attendono una benedizione, persino la Curia.

Ma la corsa alla stella e le pariglie sono solo ciò che della Sartiglia si può vedere: il lato spettacolare che si fonde con una tradizione elegante e raffinata, capace di abbagliare con gesti cavallereschi sospesi nella storia, pieni di fierezza.

L’immagine più patinata della giostra rappresenta però soltanto la punta dell’iceberg di un’appartenenza forte alla propria storia, ai legami che si trasmettono di generazione in generazione.

La Sartiglia è nelle scuderie che mostra il suo lato più autentico: dove l’accoglienza si mescola alle preoccupazioni per la giostra che verrà, dove gli abbracci sono sinceri e la gioia di partecipare non sarebbe completa senza quella di fare festa, accogliere e parlare di cavalli. Gesti veri che rivelano molto più di una competizione equestre.

Questo meriterebbe un racconto più approfondito, più sincero e meno stereotipato, lontano dall’immagine a volte quasi fumettistica dei sardi e delle loro tradizioni, un po’ come spesso accade anche a noi senesi.

Come a Siena, la cultura del cavallo raramente è mezzo: è compagno, fratello e amico.
Non esisterebbero discese spettacolari né ponti senza quel bagaglio umano in cui la storia della città si mescola con quella dei cavalieri e dei loro cavalli, con quell’amore, quella passione e quella cura che sono il filo conduttore di ogni passaggio della giostra.

Più che prestare il fianco a chi dalla Sartiglia — evento che mette in atto ogni tutela possibile nei confronti dei cavalli — si aspetta solo una sfortunata casualità per un click in più.

Eleonora Mainò

FOTO – Antonio Cinotti

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