La stretta di mano con il consigliere della comunità ebraica di Siena Lamberto Piperno Corcos e poi l’ingresso nella Sinagoga, nella piazzetta del Tempio: per il cardinale Augusto Paolo Lojudice questa è la prima volta. E forse mai come in questo momento, la visita assume il contorno fortemente simbolico.
“Non è che ci sia un motivo specifico. Di fatto è la prima volta che vengo in visita alla Sinagoga, anche perché è stata chiusa tanto tempo per lavori di restauro. Quando ci siamo visti un mese, un mese e mezzo fa con il rabbino Piperno di Firenze, nell’incontro organizzato dal nostro diacono, ci eravamo detti di rivederci. Di fatto si è combinato questo appuntamento, che vuole essere una visita informale, privata, anche di conoscenza di un luogo: effettivamente non c’ero mai stato. Quindi molto semplicemente è così. Ovvio che c’è una forte carica simbolica, perché è un momento delicato per tutti quanti: per noi, per la comunità ebraica, per tutto quello che sta succedendo”.
A margine dell’incontro, l’occasione per parlare anche del Santa Teresa che ha provocato – ultima questione in ordine di tempo tra quelle che hanno gelato i rapporti tra palazzo pubblico e la curia – non pochi mal di pancia e polemiche sulla destinazione d’uso cui avrebbe mirato l’attuale proprietario rispetto al lascito di monsignor Bufalini. Ieri l’incontro tra il cardinale Lojudice e il vice sindaco Michele Capitani: “Un incontro che mi ha fatto molto piacere, perché è giusto chiarirsi: è inutile fare troppi discorsi di intermediazione. Ci dobbiamo dire sempre le cose come stanno. Chiaramente ognuno ha i propri interessi, anche chi viene da fuori, i compratori: è giusto così, perché si tratta di immobili impegnativi. Però mi sembra che sia stato un confronto chiarificatore: così non lasciamo le cose a mezz’aria o a mezze frasi. Questo credo sia l’aspetto più utile e più corretto per tutti. Adesso deve continuare un’interlocuzione tra quella che è l’intenzione del Comune e quello che vorrebbero fare i compratori. Avremo un incontro anche con l’imprenditore. Facciamo le cose normalmente, da persone civili: affrontiamo i problemi e proviamo, via via, a risolverli”.
Katiuscia Vaselli